Cronaca

Scuola, emorragia di studenti in Sicilia: in un anno 14.695 iscritti in meno

Dai dati del Miur relativi all'anno scolastico 2020-2021, risultano 234 classi in meno. Cresce invece di 365 unità il numero dei disabili che frequentano gli istituti dell'Isola. Mannino e Rizza (Cgil): "Numeri allarmanti che vanno al di là degli andamenti demografici"

Continua l'emorragia di studenti nelle scuole siciliane. Nel giro di un anno ci sono stati 14.695 iscritti in meno, di cui 2.852 nella scuola dell'infanzia, 5.005 nella scuola primaria, 3.485 nella media e 3.352 alle superiori. Soffrono in particolar modo gli istituti tecnici (-1.246 iscritti) e i professionali (-2.418); + 312 di alunni invece nei licei.

E' il quadro che emerge dai dati del Miur relativi all'anno scolastico 2020-2021, diffusi dalla Cgil. Complessivamente gli iscritti sono passati da 717.202 dello scorso anno scolastico a 702.507 di quest'anno e, di conseguenza, quest'anno ci sono 234 classi in meno. Cresce invece di 365 unità il numero dei disabili che frequentano le scuole dell'Isola. "Sono dati allarmanti - scrivono in una nota i segretari generali della Cgil e della Flc della Sicilia, Alfio Mannino e Adriano Rizza - che segnalano problematiche che vanno anche al di là degli andamenti demografici, evidenziando processi consistenti di abbandono scolastico". Il calo negli istituti tecnici e professionali, sottolinea il sindacato, "ci dice che stanno abbandonando studenti che non possono permettersi più di andare a scuola e che in altre situazioni avrebbero scelto quei percorsi formativi per trovare sbocchi lavorativi". Negli altri ordini "a influire sono certamente il calo della natalità, ma anche l'emigrazione di giovani che scelgono di vivere e di mettere su famiglia altrove".

"Questi dati - affermano i segretari regionali di Cgil e Flc - ci consegnano un'ulteriore conferma della condizione sociale drammatica della Sicilia, aggravata in questo periodo di emergenza sanitaria. Servono interventi per lo sviluppo e per l'occupazione ma bisogna anche investire sull'innovazione nell'ambito dell'istruzione". Secondo i due esponenti sindacali, "la scuola deve dare risposte di qualità senza perdere la sua vocazione di scuola per tutti. Anzi, deve diventare sempre più scuola di tutti e deve essere sempre più motore fondamentale di quell'ascensore sociale che si è purtroppo bloccato da tempo". "La sfida dell'innovazione educativa - concludono - non è una questione meramente legata alla tecnologia, né unicamente una questione disciplinare o metodologica. Si tratta di tener conto di una dimensione legata ai cambiamenti in atto nella società che deve determinare il cambiamento anche della scuola". 

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