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Scuola, assistenza dei disabili ai bidelli? I sindacati dicono "no" e annunciano proteste

La Cgil si schiera in difesa degli assistenti igienico-personali, dopo il parere del Cga alla Regione che riconosce la gestione del servizio ai collaboratori scolastici. Questa settimana un sit-in. Agliozzo e Rizza: "Servono profili professionali competenti e titolati"

"E' un parere che non possiamo accettare, perché avulso da valutazioni politiche, che non tengono conto degli effetti sociali generati". Fp Cgil e Flc Cgil annunciano battaglia a difesa degli assistenti igienico-personali ai diversamente abili in età scolare.

Apprendiamo che l’esito dell’esame del Cga, interpellato dall’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, riconosce il compito della gestione del servizio ai bidelli. "Ma noi diciamo fermamente 'no' a questa condizione, accompagnata dall’indifferenza del governo regionale, nei confronti del quale ci faremo sentire con una manifestazione di protesta. Abbiamo organizzato un sit-in per il prossimo 2 luglio, con inizio alle 10, in via Trinacria, davanti alla sede dell’assessorato "per esprimere contrarietà ma anche indignazione per la scarsa sensibilità mostrata nella richiesta di interlocuzione - affermano il segretario fenerale della Funziona Pubblica, Gaetano Agliozzo, e il segretario generale della Flc Adriano Rizza - convinti, come siamo, che l'assistenza igienico-sanitaria agli alunni con disabilità, così come ribadito più volte  in passato, debba essere una priorità assoluta, di qualità e garantita da profili professionali competenti e titolati. Condizione che non può essere oggetto di discussione ed è sicuramente una competenza in capo agli enti locali".

"Oggi - aggiungono - la logica di questa operazione, com’è noto, è di natura prettamente economica e scaturisce dall’esigenza di risparmiare risorse ancora una volta nel settore della scuola e degli enti locali. Un paradosso se si considera il momento di grande difficoltà in cui si trovano tutti i settori della conoscenza e della cooperazione a causa del Covid-19. Privare in Sicilia quasi 30 mila alunni con disabilità di questo servizio essenziale di assistenza, che può essere svolto solo da operatori con la qualifica di assistente igienico-personale (nell’Isola sono più di 2 mila con esperienza pluriennale), acquisita dopo un percorso formativo di 900 ore con obbligo di frequenza, è inaccettabile ed improponibile. Un compito, delicato, che non può essere demandato ai collaboratori scolastici, la cui presenza nelle scuole è già stata pesantemente ridotta ai tempi della Gelmini e di cui tutte le organizzazioni sindacali chiedono, da tempo, un incremento di organico indispensabile alla luce dell’avvio del nuovo anno scolastico. Non accettiamo dunque una soluzione non politica, non condividiamo una scelta della politica che si nasconde dietro il 'parere' del Cga, di cui abbiamo grande rispetto".

I sindacati hanno chiesto, da tempo, un incontro urgente all’assessore Scavone, alla presenza del direttore dell'Usr Suraniti. "Siamo ancora in attesa di essere convocati - osservano ancora Agliozzo e Rizza - anche per porre alla loro attenzione il problema della cronica carenza degli organici dei collaboratori scolastici, che è talmente grave da non riuscire più a garantire le attività minime  di sorveglianza, finalizzate alla sicurezza e all’incolumità degli studenti, in tutte le aree degli Istituti. La rivendicazione di un aumento dell’organico del personale Ata è condivisa nelle piattaforme di tutte le organizzazioni sindacali e un ulteriore sovraccarico di lavoro porterebbe, inevitabilmente, al collasso delle scuole coinvolte".

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