Scuola, assistenti ai disabili senza stipendio da ottobre: "Basta rimpalli di responsabilità"

Si tratta di 1.400 lavoratori impegnati dal Comune tramite convenzioni-patti d’adesione individuali. Il segretario generale dell'Ursas, Pietro La Torre: "Non escludiamo iniziative di protesta fuori dagli orari lavorativi per non danneggiare i più deboli"

Foto archivio

I 1.400 lavoratori impegnati dal Comune nei servizi di assistenza specialistica nelle scuole per gli alunni disabili sono senza stipendio dal mese di ottobre sono senza stipendio. Il segretario generale dell'Ursas, Pietro La Torre, interviene al loro fianco "per rivendicare i diritti di un bacino che ha prestato la propria attività nelle scuole in stretta collaborazione con le risorse interne". 

La Torre ricorda che “le previsioni delle convenzioni-patti d’adesione individuali prevedono l’assegnazione delle somme da parte del Comune all’inizio di ogni anno scolastico. Si tratta di circa 1.400 operatori specializzati – prosegue La Torre - che per responsabilità nei confronti degli utenti finali, ovvero i bambini e le loro famiglie, hanno a oggi preferito astenersi da iniziative di protesta proprio per non arrecare loro danni. Nonostante la forma utilizzata per intrattenere i rapporti di lavoro, cioè le partite iva, si tratta di servizi pubblici a cui aggiungeremmo la parola essenziali, trattandosi di prestazioni connesse alle prerogative statuite dalla legge 104".

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Perché i ritardi nei pagamenti? “A oggi – spiega ancora La Torre - sul tema dei dovuti compensi si assiste ad un rimpallo di responsabilità fra i vari soggetti istituzionali coinvolti ovvero fra il Comune attraverso il suo assessorato alle Politiche giovanili, scuola, lavoro e salute, le scuole e la Ragioneria generale, e ognuno scarica sull’altro la responsabilità dell’attuale situazione”. Secondo La Torre, alla luce della situazione che si è creata, “chiederemo un immediato incontro all’assessore competente per addivenire a una soluzione nel più breve tempo possibile e in tale contesto non escludiamo iniziative di protesta che saranno comunque programmate fuori dagli orari delle prestazioni dei servizi per tutelare i più deboli ovvero i bambini affetti da tali patologie”.

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