Quasi 1.500 docenti tornano a Palermo, Flc Cgil: "Potenziare organici e ridurre alunni per classe"

Sono titolari di cattedra in un'altra regione, ma restano nella propria città grazie all’assegnazione provvisoria. Il sindacato: "Occorre un organico funzionale d'istituto, con un numero di docenti superiore in maniera stabile, per assicurare condizioni durature di qualità della didattica e di sicurezza"

Oltre cinquemila insegnanti titolari di cattedra in un'altra regione per l’anno scolastico 2020/21 resteranno in Sicilia grazie all’assegnazione provvisoria. A Palermo sono rientrati in 1416, suddivisi così: 355 per le scuole secondarie di II grado, 81 per la scuola di primo grado, 784 per la primaria e 196 per la scuola dell'infanzia. Il dato è stato reso noto dall'Ufficio scolastico regionale e la Flc Cgil Palermo interviene sollecitando il "potenziamento degli organici e classi stabilmente di 15 alunni".   

"E' arrivato il momento di  ripensare al modo di fare didattica nelle nostre scuole e alla qualità dell'istruzione del futuro – dice il segretario generale Flc Cgil Palermo Fabio Cirino -  Per far questo bisogna superare il concetto dell'organico legato al numero delle classi: occorre un organico funzionale d'istituto, con un numero di docenti superiore in maniera stabile, per assicurare condizioni durature di qualità della didattica e di sicurezza. Il dato – aggiunge Cirino - si riferisce alle istanze accolte e non a quelle prodotte. Sarebbe interessante conoscere il dato preciso delle richieste prodotte dai docenti siciliani che, a causa del 'famigerato algoritmo' della legge 107, sono stati immessi in ruolo a km di distanza dalla propria terra e dalla propria famiglia. Un dato certo è che quest'anno, proprio quest'anno, il numero dei docenti rientrati è inferiore all'anno precedente. Ma non è utile fare classifiche tra i vari anni, considerato il fatto che ormai da diversi anni i numeri sbandierati per le immissioni in ruolo si sgonfiano come neve al sole all'atto pratico delle stesse, soprattutto quest'anno segnato dal fallimento della call veloce.  Non è forse è arrivato il momento di ripensare all'intero sistema?”.

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La Flc Cgil chiede quindi di modificare il sistema con provvedimenti non legati all'emergenza. “Alla luce dell'attuale situazione epidemiologica che investe il nostro Paese – aggiunge Cirino -  ci saremmo aspettati immediati provvedimenti, concreti e duraturi nel tempo, tesi a diminuire il numero di alunni per classe, cambiando i parametri di formazione delle classi  e abbassando considerevolmente il tetto massimo degli alunni. Queste azioni sono ormai necessarie per ripensare la qualità dell'istruzione del futuro. Solo aumentando gli organici e trasformando l'organico di fatto e le deroghe di sostegno in organico di diritto si potranno creare le giuste condizioni per il rientro nelle proprie terre di origine di tantissimi insegnanti che hanno subito e continuano a subire lo stravolgimento delle proprie vite. Solo risolvendo i problemi irrisolti si potranno creare le condizioni per contemperare le esigenze di chi spera di rientrare con le aspettative di chi ambisce alla stabilizzazione”.

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