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Giovedì, 13 Giugno 2024
Lo studio

"Così 11 mila anni fa è nata l'uva da vino", la scoperta fatta anche da ricercatori di Palermo

Alla ricerca internazionale, pubblicata sulla rivista Science, ha partecipa anche il Centro nazionale per la biodiversità che ha sede nel capoluogo siciliano

Il vino ha 11 mila anni. A datarne le origini una ricerca alla quale ha partecipato il Centro nazionale per la biodiversità (Nbfc) di Palermo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science ed è basato sulla più vasta analisi genetica mai condotta, che ha esaminato oltre 3 mila campioni di varietà di vite provenienti anche da collezioni private e da esemplari mai documentati.

Finora non era mai stato individuare il momento e il luogo esatto dell'origine del vino, principalmente a causa di analisi genetiche che avevano riguardato soltanto poche varietà. Le principali ipotesi, si legge su Ansa.it, sostenevano che la coltivazione della vite da vino (Vitis vinifera) fosse nata da un’unica domesticazione della varietà selvatica (Vitis sylvestris), avvenuta in Asia occidentale prima dell’avvento dell’agricoltura e che le varietà di uva da tavola fossero arrivate solo molto più tardi. Il nuovo studio smentisce però questo scenario: gli eventi di domesticazione della vite selvatica sono stati in realtà due, uno in Asia occidentale e l’altro nella regione del Caucaso, al confine tra Asia ed Europa. Inoltre, i due eventi sono avvenuti contemporaneamente, circa 11mila anni fa.

I ricercatori hanno ricostruito nel dettaglio il Dna del progenitore della vite selvatica, che è servito da punto di riferimento. Hanno poi sequenziato il Dna proveniente da più di 3 mila campioni raccolti in tutto il mondo. Tra l’altro, molti dei campioni provenienti dall’Armenia non erano mai stati documentati prima. In questo modo, gli autori dello studio hanno anche identificato alcuni geni, relativi a sapore, colore e consistenza dell’uva, che potrebbero aiutare i viticoltori a migliorare i loro prodotti e a rendere le varietà attuali più resistenti ai cambiamenti climatici.

L'analisi è stata effettuata dal gruppo internazionale guidato da Università agraria cinese dello Yunnan, Laboratorio statale di genomica agraria di Shenzhen e Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, con la collaborazione italiana delle Università di Milano, Milano-Bicocca e Mediterranea di Reggio Calabria e dell'Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio nazionale delle ricerche.

Nel dettaglio i ricercatori e i professori coinvolti nel lavoro sono: Gabriella De Lorenzis (Università di Milano), Fabrizio Grassi (Università Milano Bicocca, che presenta anche la doppia affiliazione presso il Centro Nazionale per la biodiversità di Palermo), Francesco Sunseri (Università Mediterranea di Reggio Calabria) e Francesco Mercati (Istituto di Bioscienze e Biorisorse) del Cnr di Palermo.

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