"Sconzajuoco" senza fondi: non apre la spiaggia pizzo-free a Capaci

La spiaggia era stata creata due anni fa dal comitato AddioPizzo: "Un investimento troppo grande per noi e mille difficoltà da superare ogni giorno. Una montagna da scalare a mani nude. E di continuare a fare i Don Chisciotte non abbiamo voglia"

Per questo anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare? Non proprio. Finisce, per il momento, l'avventura di "Sconzajuoco", la spiaggia attrezzata pizzo-free di Capaci, creata due anni fa dal comitato AddioPizzo. Lo spazio quest'anno non riaprirà. Una resa, dai toni tanto "pericolosi" quanto sconfortanti. "Un investimento troppo grande per noi e mille difficoltà da superare ogni giorno - dicono i volontari -. Una montagna da scalare a mani nude. E di continuare a fare i Don Chisciotte non abbiamo voglia".

Fine della corsa? Doveva essere un esperimento di riqualificazione ambientale, con un nome che simbolico. "Sconzajuoco" era un omaggio alla barca dell'imprenditore antiracket Libero Grassi, e aveva un significato carico di "ribellione". Scombina-gioco dopo l'esperimento a Capaci, e l'anno dopo a Isola delle Femmine, finisce qua. "Ci prendiamo un anno di pausa - spiegano da AddioPizzo - per recuperare le forze e cercare nuovi alleati. Per fare sentire la nostra mancanza e per fare notare le differenze. Innumerevoli le difficoltà incontrate: illegalità diffusa, allergie alle regole, concorrenza sleale, burocrazia infinita, autorizzazioni che arrivano a stagione inoltrata (anche quest’anno a Capaci non andrà meglio, a vantaggio dei lidi privati)".

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I costi di gestione, è la denuncia, sarebbero troppo alti. "Si rischia di far passare un messaggio pericolosissimo - si legge in un comunicato - e cioè che facendo tutto in regola non si riesce a spuntarla. E invece Addiopizzo prova ogni giorno a dimostrare il contrario: legalità e sviluppo economico possono e devono camminare assieme. A Capaci, addirittura, un lungomare che è fruibile solo per un terzo, con un danno economico e d’immagine incalcolabile. Dopo il quarto lotto il regno dell’illegalità, dove vige la legge del più forte. Diverse casupole in lamiera che ricordano le bidonvillas brasiliane e sulla spiaggia delle porte realizzate con i pali (saldati tra loro) dei divieti di sosta divelti dalla strada. Da anni gli amministratori si riempiono la bocca dicendo di puntare al modello San Vito Lo Capo, ma di fatto pochissime azioni concrete. Si potrebbe cominciare chiudendo la strada al traffico, assicurando dei mezzi di trasporto alternativi, e assegnando le spiagge curandosi anche dell’offerta culturale e non solo del denaro offerto. Con Karaoke e disco music non si attraggono turisti e non si migliora il tenore di vita dei residenti".

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