Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Disordini e aggressioni, obbligo di firma per 17 esponenti di "Anomalia"

Le indagini, svolte dalla Digos, riguardano esponenti del centro sociale ritenuti "responsabili di gravi disordini e scontri avvenuti con le forze dell'ordine già a partire dal 2010". Tra gli episodi contestati, anche la protesta alla Mondadori contro Casa Pound del 23 marzo 2011

Un momento degli scontri del 23 marzo 2011

Diciassette esponenti del centro sociale "Spazio Anomalia" si sono visti notificare un provvedimento di obbligo di firma dalla Digos. Sono ritenuti "responsabili di gravi disordini e scontri avvenuti con le forze dell'ordine già a partire dal 2010". Agli esponenti del centro sociale viene contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di delitti contro l'ordine pubblico, in occasione di manifestazioni non autorizzate nelle quali si sono verificati scontri con le forze dell'ordine. (IL VIDEO DEGLI SCONTRI DAVANTI ALLA MONDADORI)

"Al sodalizio  - spiegano gli investigatori - viene contestata la modalità con la quale gli stessi hanno incanalato, con atti di violenza preorganizzata, la legittima protesta sociale, travalicando i limiti della legge e della civile convivenza per veicolare la tensione di piazza in un circuito criminoso. In particolare agli esponenti del centro sociale viene contestato il reato di associazione a delinquere perché – costituitisi in un gruppo organizzato sotto la sigla 'Spazio Anomalia/Ex Karcere' si associavano tra loro e con altri soggetti al fine di commettere una serie indeterminata di delitti contro l’ordine pubblico, l’incolumità pubblica, il patrimonio e la persona". Si contestano: l'occupazione abusiva di edifici pubblici (633-639 bis c.p.), il danneggiamento aggravato (art. 635 cpv. c.p.), il deturpamento e imbrattamento di beni immobili (art. 639 c.p.), l'oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341 bis c.p.), l'interruzione di pubblico servizio (art. 340 c.p.), la violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale (artt. 336-337 c.p.) e le lesioni personali (artt. 582, 583, 585 c.p.) "che programmavano di realizzare prevalentemente nell’ambito ed in occasione di manifestazioni non regolarmente preavvisate all’Autorità di pubblica sicurezza".

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Diversi gli episodi citati dagli inquirenti come l'irruzione nella sede della Pubblikompass, concessionaria pubblicitaria del Giornale di Sicilia, per esporre uno striscione contro la visita del Papa Benedetto XVI. In quella circostanza hanno  insultato e aggredito gli agenti intervenuti. Il 17 novembre 2010 hanno invece dato vita a una manifestazione non autorizzata contro la riforma universitaria presso il Rettorato. Risalgono invece al 23 marzo 2011 gli scontri alla Mondadori Multicenter in occasione della presentazione del libro “Nessun dolore. Una storia di Casa Pound".

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