Accusato dell'assassinio di Santo Alario, imprenditore assolto dopo un anno in cella

Così ha deciso il gup per Giovanni Guzzardo. A febbraio 2018 i due si erano allontanati da Capaci e da quel giorno si erano perse le loro tracce. L'imputato è stato trovato dopo mesi in un casolare di campagna, mentre del 42enne che lavorava nel suo bar non si hanno più notizie

Il tribunale di Termini Imerese

Assolto dall’accusa dell’omicidio volontario e dell’occultamento di cadavere di Santo Alario “per non aver commesso il fatto”. Così ha deciso il gup di Termini Imerese Stefania Gallì nel processo che vedeva imputato Giovanni Guzzardo. Per il 47enne che ha trascorso un anno in cella, difeso dagli avvocati Nino Zanghì e Vincenzo Lo Re, il pm Eugenio Faletra aveva chiesto l’ergastolo. Sulla vicenda resta ancora un alone di mistero.

Il giallo sulla scomparsa di Alario nasce a febbraio dello scorso anno. Lui e Guzzardo spariscono nel nulla, vengono avviate le ricerche, ma dei due non si trova traccia. Ad essere rinvenuta nei pressi della diga Rosamarina è solo la Panda sulla quale i due si erano messi in viaggio. Dopo mesi i carabinieri rintracciano in un casolare il 47enne, da quel momento ritenuto responsabile della scomparsa dell’uomo che lavorava nel suo bar.

I due si erano mossi in auto insieme, da Capaci - dove si trova l’attività commerciale - alla zona di Ventimiglia di Sicilia. Durante lo spostamento a bordo della macchina Alario aveva sentito la sua compagna, inviandole anche dei video tramite smartphone, e nulla avrebbe lasciato presagire che di lì a poco si sarebbe volatilizzato nel nulla.

Da allora rimane il mistero su che fine abbia fatto Alario, che prima di quell’ultimo collegamento su Whatsapp alle ore 15.51 aveva dato appuntamento alla fidanzata per quella sera stessa, nel centro commerciale dove lavorava. Per il giudice però gli elementi acquisiti non sono da considerarsi sufficienti per condannare a vita Guzzardo, che durante l’anno di detenzione ha preferito chiudersi nel silenzio.

Nella foto in basso, da sinistra, Giovanni Guzzardo e Santo Alario

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