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Cronaca

Gaia scomparsa sulla nave, dal telefono i video e i messaggi che non lasciano dubbi: "Si è suicidata"

Depositata la consulenza disposta dalla Procura, dalla quale si ricaverebbero anche alcuni filmati realizzati dalla giovane proprio sull'imbarcazione l'11 novembre e in cui non solo apparirebbe molto turbata ma avrebbe anche impresso delle scritte che indicherebbero le sue tragiche intenzioni

L'analisi del contenuto del cellulare di Gaia Randazzo, la giovane scomparsa l'11 novembre scorso mentre era in viaggio sulla nave Gnv da Genova a Palermo, non lascerebbe dubbi sull'ipotesi del suicidio. Il consulente della Procura ha depositato la sua relazione ed ha estrapolato anche alcuni video drammatici, realizzati proprio quel giorno a bordo del traghetto, in cui la ragazza di 20 anni apparirebbe molto turbata. I filmati conterebbero anche delle scritte che lascerebbero intendere le sue intenzioni.

Confermata la presenza sul telefonino di una nota con la frase "Addio, ti amo", ma anche di un "chiamatelo" tra parentesi, con un riferimento all'ex fidanzato, che la ventenne aveva lasciato da qualche giorno. Non si tratterebbe propriamente di un messaggio, ma di una sorta di appunto, visibile a chiunque avesse preso in mano il telefono senza neppure conoscere i codici per sbloccarlo. Una sorta di biglietto d'addio, dunque, come sin dall'inizio si era ipotizzato.

Il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed il sostituto Ludovica D'Alessio che, subito dopo la sparizione della giovane, avevano aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio proprio per poter analizzare il cellulare e trovare eventuali elementi che potessero anche indicare altre piste. Che tuttavia, a dispetto di tante ipotesi sviluppate nelle ultime settimane, non ci sarebbero.

La famiglia della vittima ha ripetutamente ribadito di non credere alla tesi del suicidio, definendo Gaia Randazzo come una ragazza felice, anche del viaggio a Palermo dai nonni. Una giovane che non avrebbe avuto alcun motivo per togliersi la vita. A guardare i video realizzati dalla stessa ragazza, però, l'impressione sarebbe completamente diversa: apparirebbe molto triste e i messaggi sovraimpressi farebbero comprendere chiaramente le sue difficoltà. I parenti hanno poi più volte parlato di telecamere che avrebbero potuto riprendere scene utili per le indagini, ma - come si è appreso sin dal primo giorno - non ci sono telecamere sui ponti dell'imbarcazione. 

La consulenza sarà ora a disposizione anche dell'avvocato dei parenti della vittima, Paolo Grillo, che potrà così visionare il materiale e fare le sue valutazioni. Che sembrano tuttavia abbastanza scontate. Da verificare - cosa che farà anche la Procura - se ci sia tra le conversazioni intrattenute dalla ragazza qualcosa che possa portare a sostenere l'ipotesi di istigazione al suicidio, ovvero che Gaia Randazzo possa aver commesso la scelta estrema di togliersi la vita perché spinta da qualcuno.

L'ipotesi dell'omicidio, invece, non ha mai avuto alcuna consistenza e di fronte ai dati contenuti nel telefonino, non sembra che possa averne nessuna neppure in futuro. 

L'allarme per la scomparsa della giovane era stato lanciato all'alba dell'11 novembre dal fratello minorenne che viaggiava con lei: a suo dire, avrebbero dormito uno accanto all'altra, ma al risveglio non avrebbe più trovato Gaia. Da qui le ricerche sulla nave e i controlli serrati anche all'arrivo nel porto di Palermo. Di lei, purtroppo, nessuna traccia. Mentre nel frattempo era stata ritrovata la sua felpa su uno dei ponti dell'imbarcazione e il suo cellulare. Appena gli inquirenti lo avevano preso in mano, avevano letto quel messaggio di addio, che aveva aperto da subito la strada all'ipotesi del suicidio. Che, dalla consulenza e con indagini peraltro velocissime, sembra essere del tutto confermata.

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