Cronaca Zisa / Corso Alberto Amedeo

Scompare il campo del Papireto, per il calcio palermitano fine di un'epopea lunga 60 anni

Dopo il vecchio campo in terra battuta, adesso sono stati smantellati pure i campetti di calcio a 5 e calcio a 7. Nell'area di corso Alberto Amedeo dovrebbe sorgere un parcheggio per pullman. La figura del mitico "Zù Pietro" Oliveri, premiato addirittura dalla Figc con una medaglia d'oro

Chissà se da lassù allo zio Pietro Oliveri sarà scesa una lacrimuccia nel vedere il centro sportivo del Papireto del tutto smantellato. Il vecchio campo di calcio a 11, sorto nel 1958 laddove un tempo scorreva l'antico fiume, a due passi dalle rovine retaggio del dopoguerra, otto anni fa era stato "sacrificato" per fare spazio al cantiere del Passante ferroviario. Adesso non ci sono più nemmeno i due campi di calcio a 5 e il campetto di calcio a 7 in terra battuta che erano rimasti.

Quagliata, dal Papireto all'esordio nella tana dell'Ajax

Via, distrutti, sepolti dalle macerie. Abbattuti assieme agli uffici e a quel dedalo di muri, muretti, cancelli e cancelletti che portavano al terreno da gioco. Quello che per 60 anni è stato il "regno" della famiglia Oliveri e di tanti appassionati di calcio dovrebbe diventare un parcheggio per pullman. E' la fine di un'epopea romantica scolpita negli annali del calcio dilettantistico e amatoriale di Palermo. Di bambini diventati uomini rincorrendo un pallone. Ma anche un "pezzo" di una città che non c'è più. Che lascia il posto a distese di cemento.

I proprietari privati dell'area ne hanno voluto lo sgombero. Niente più terreni in affitto; niente più campi da calcio. Stop. Si volta pagina dopo gli anni ruggenti di un calcio "pane e salame" che hanno visto protagonista prima 'u zù Pietro (premiato per il suo impegno dal presidente della Figc Antonio Matarrese con una medaglia d'oro) e poi i suoi figli.

Nel 2002, morto il capostipite degli Oliveri, è iniziata la parabola che ci porta ai giorni nostri. Rosario, Franco e Pino - 3 dei 5 figli dello zio Pietro (gli altri due, Pasquale e Andrea frattanto sono deceduti) - hanno portato avanti la gestione dei campi e della scuola calcio dell'Alberto Amedeo. Assieme a loro Sergio Gambino, storico segretario e reponsabile proprio della scuola calcio, che racconta: "Il campo del Papireto - anzi, 'u Pipiritu - è stato una fucina di talenti. Ricordo Enzo Di Giovanni, centrocampista arrivato in serie A, che ha vestito le maglie di Geona e Varese. Ricordo anche i fratelli Casisa; più recentemente Emanuele Lupo e Giorgio Corona hanno calcato questo storico campo da calcio. Fino a Giacomo Quagliata, terzino sinistro classe 2000 che l'Heracles (serie A olandese) ha acquistato quest'anno dalla Pro Vercelli".

E' un carosello di emozioni quello che passa nella mente di Gambino, fino allo scorso marzo coordinatore delle attività di piccoli amici, primi calci, pulcini ed esordienti della Ssd Alberto Amedeo: "Con l'avvento del Covid abbiamo sospeso la scuola calcio e non abbiamo più riaperto. Finiscono sessant'anni di storia dell'Alberto Amedeo". Una delle società dilettantistiche più longeve non solo di Palermo, ma a livello nazionale: matricola 1230, affiliata alla Figc dal 1967. "Per darvi l'idea - conclude Gambino - ora le matricole assegnate alle squadre dilettantistiche hanno sette cifre. Dispiace chiudere, è un dolore per tutti. Credo che sia così per il mitico zio Pietro, anche se non è più su questa terra".

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