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Sciopero generale, la polizia municipale aderisce: possibili disagi al traffico

Venerdì 25 novembre i lavoratori del settore pubblico e privato incroceranno le braccia in tutta Italia. A Palermo la protesta coinvolge anche la scuola. In piazza anche i lavoratori Telecom

Venerdì 25 novembre è sciopero generale e nazionale di tutte le categorie pubbliche e private. A Palermo aderisce alla manistazione indetta dall'organizzazione sindacale Slai Cobas per il sindacato di classe e Usi, la polizia municipale. A causa dell'adesione del personale, sono possibili disagi alla circolazione. Dal Comune precisano: "In ogni caso, saranno assicurati i servizi pubblici essenziali di competenza".

Lo sciopero è stato proclamato in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne e, come specificato in una nota del ministero dell'Istruzione, potrebbe coinvolgere anche i lavoratori della scuola. Nel capoluogo siciliano di sicuro incroceranno le braccia le lavoratrici Ata. In una nota fanno sapere: "Aderiamo alla manifestazione nazionale delle lavoratrici, il 25 novembre prossimo, giornata di sciopero nazionale e generale indetto dallo Slai Cobas per il s.c. e dall’Usi in concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dove porteremo tutte le ragioni della nostra rabbia contro un governo che ci violenta ogni giorno e per cui la nostra vita di lavoratrici e di donne non conta nulla". Protestano contro i "massicci tagli ai posti di lavoro, le mancate assunzioni in ruolo, i carichi di lavoro sempre più pesanti che mettono a rischio la nostra salute e sicurezza, il contratto Cnl bloccato da anni".

Tornano in piazza anche i dipendenti Telecom, con uno sciopero di novanta minuti a fine turno proclamato a livello regionale da Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom e un corteo in via Ugo La Malfa. Il concentramento è previsto alle 15.30. Il corteo si snoderà fino all’incrocio con via Enzo Biagi, per ritornare in via La Malfa al civico 99 (sede Tim Dr 6). All'origine della protesta "i tagli dichiarati dall’azienda con la disdetta unilaterale della contrattazione di secondo livello, che determinano una ricaduta economica consistente e una contrazione significativa dei diritti conquistati negli ultimi anni, al punto da rischiare lo smantellamento del contratto nazionale del settore".  “I lavoratori di Tim vogliono poter continuare a lavorare, senza dover rimediare ai disastri che arrivano dall’alto, senza dover rinunciare alla propria storia al proprio salario ed alla propria dignità”, dice Fabio Maggio Rsu e della segreteria Slc Cgil Palermo.

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