Giornale di Sicilia, confermati 31 esuberi: i poligrafici tornano a scioperare

La nuova protesta, iniziata ieri, andrà avanti anche oggi. L'Rsu: "L’azienda ha precluso ogni ulteriore possibilità di trattativa, presentando giorno 6 luglio la richiesta di esame congiunto finalizzata a porre tutti i lavoratori in cassa integrazione"

Poligrafici del Giornale di Sicilia di nuovo in sciopero da ieri e questa mattina niente quotidiano nelle edicole. La protesta, che andrà avanti anche oggi, è scattata dopo la decisione del gruppo Ses, titolare della maggioranza delle azioni de Giornale di Sicilia, di dichiarare l’esubero di 34 lavoratori (su 43), poi ridotti a 31 dopo un incontro con le organizzazioni sindacali. "L’azienda - comunica l'Rsu - ha precluso ogni ulteriore possibilità di trattativa, presentando giorno 6 luglio la richiesta di esame congiunto finalizzata a porre tutti e 31 i lavoratori in cassa integrazione". 

I lavoratori contestano con forza il piano presentato, le modalità di gestione degli esuberi e la riorganizzazione aziendale prospettata: "Questa azienda - spiegano in una nota - ha sottratto giorno dopo giorno lavorazioni spettanti esclusivamente al personale poligrafico, automatizzando alcune lavorazioni, esternalizzandone altre o addirittura eliminando interi settori, a discapito della qualità del prodotto, negando l’evidente attività volta a ridurre i costi di gestione solo attraverso una progressiva eliminazione del personale, e gravando sulla collettività mediante il ricorso agli ammortizzatori sociali. La carta stampata è in crisi, è vero, ma occorre un piano di rilancio che i lavoratori, dopo tante dichiarazioni di intenti, stanno ancora aspettando da diversi anni. L’unico piano di cui l’azienda sembra capace è quello di espellere i propri dipendenti, rendendo sempre più povero un quotidiano che ha fatto la storia della nostra Isola e della nostra città".

"Con questo piano - senza tener conto di quanto disciplinato dal contratto nazionale del lavoro di settore - si dichiara apertamente lo smantellamento di alcuni reparti - continua la nota - e la loro totale automazione o sostituzione con 'nuove tecnologie' che subentreranno ai lavoratori, trascurando che dietro a ogni lavoratore c'è una famiglia (che già dal 2016 è sottoposta a sacrifici con salario dimezzato dai contratti di solidarietà). Per tutti questi motivi i dipendenti del Giornale di Sicilia chiedono urgentemente un intervento delle istituzioni: "Ad oggi - concludono - solo il sindaco di Palermo non è rimasto sordo all’appello dei lavoratori convocando un incontro con le organizzazioni sindacali per domani".

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