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Il popolo siciliano dei call center sciopera: corteo da piazza Croci a Villa Whitaker

Non solo Almaviva, la protesta si allarga all'intera Regione. I sindacati chiedono la regolamentazione del settore contro "le delocalizzazioni selvagge", la defiscalizzazione sui processi di reshoring e la costituzione di un fondo di settore

Non solo Almaviva, si allarga e diventa regionale la protesta del popolo dei call center. Le segreterie regionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc hanno proclamato per martedì prossimo lo sciopero per tutte le sedi di lavoro delle aziende di outsurcing aderenti al contratto Tlc nell'Isola. I lavoratori sfileranno in corteo da piazza Croci, dove si daranno appuntamento alle 9, fino a Villa Whitaker passando per via Libertà, via Ruggero Settimo e via Cavour.  

"Sollecitiamo il governo a emendare il decreto Milleproroghe e a intervenire in termini strutturali", spiegano le parti sociali che chiedono la regolamentazione del settore contro "le delocalizzazioni selvagge", la defiscalizzazione sui processi di reshoring, piani di sviluppo di filiera e la costituzione di un fondo di settore come strumento di intervento sulle politiche attive/passive dotato di risorse economiche utili alla riconversione professionale e formazione dei lavoratori della filiera.

Tra le richieste dei sindacati ci sono anche ammortizzatori sociali ordinari, clausole sociali "esigibili e con il vincolo della territorialità", tariffe minime orarie "certe e trasparenti estese ai committenti privati", revisione dei livelli di servizio e superamento dei livelli di esclusiva gratuità, e applicazione della contrattazione collettiva di settore o equivalente. "Il prefetto di Palermo - concludono le sigle sindacali - ci incontri".


 

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