Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Interdittiva per 4 associazioni: sesto giorno di sciopero della fame per Enrico Colajanni

La Prefettura le accusa di aver favorito interessi mafiosi assistendo imprenditori sospettati di collusioni con la mafia. Il fondatore di LiberoFuturo replica: "Nessuno degli imprenditori indicati nei provvedimenti prefettizi ha procedimenti in corso o è indagato per reati di mafia"

Enrico Colajanni

Continua, per il sesto giorno consecutivo, lo sciopero della fame di Enrico Colajanni per protestare contro la decisione della Prefettura di Palermo di cancellato ben quattro associazioni antiracket del circuito di LiberoFuturo con l'accusa di aver favorito interessi mafiosi assistendo imprenditori sospettati di collusioni con la mafia.

"La verità - afferma Colajanni - è che nessuno degli imprenditori indicati nei provvedimenti prefettizi ha procedimenti in corso o è indagato per reati di mafia mentre invece tutti loro hanno collaborato con le forze dell'ordine denunciando mafiosi anche più volte. Pertanto, escludendo che si tratti di errori fatti da burocrati incompententi, ritengo che le ragioni di tanto accanimento siano altre. LiberoFuturo, infatti, non si è limitata a promuovere la denuncia e ad assistere le vittime di estorsione ma ha anche sempre denunciato le malefatte o i gravi errori che talvolta anche le istituzioni commettono. Naturalmente abbiamo sostenuto Maniaci e TeleJato e il prefetto Caruso che con le loro denunce hanno scoperchiato il verminaio delle misure di prevenzione a Palermo e non solo. Sta di fatto che Caruso, Maniaci e LiberoFuturo sono finiti nel tritacarne istituzionale di chi non perdona i disobbedienti".
 

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