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La manifestazione di oggi in via Maqueda -

La manifestazione di oggi in via Maqueda -

Gli studenti tornano a protestare “Noi siamo il cambiamento”

Sono nove gli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri, ma la Rete degli studenti medi di Palermo si dissocia: "Condanniamo ogni forma di violenza, la nostra manifestazione sarà pacifica"

Nuova manifestazione di protesta questa mattina degli studenti palermitani, organizzata dalla Rete degli studenti medi di Palermo. Ieri si sono verificati duri scontri tra i giovani e le forze dell'ordine. Nove agenti sono rimasti feriti negli scontri. (GUARDA IL VIDEO)

“Il 17 novembre è ormai un simbolo dei diritti degli studenti ed è importantissimo in una giornata così importante scendere in piazza rilanciando ancora una volta le nostre idee e i nostri contenuti per una scuola all'altezza dei sogni che abbiamo - spiegano gli organizzatori - Ancora una volta scenderemo in piazza per mostrare la drammatica situazione in cui versa il sistema italiano d'istruzione pubblica. Le scuole cadono a pezzi, una su due non è a norma e un istituto su dieci è ospitato da privati. Ancora una volta scendiamo in piazza per parlare di diritto allo studio, edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole, servizi e welfare studentesco, didattica alternativa, valutazione e più in generale di libero accesso al sapere".

E spiegano: "Il nostro slogan sarà 'Siamo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo'. Il nostro corteo partirà alle ore 9 da piazza Massimo e arriverà a piazza Indipendenza. Nel dissociarci da quello è accaduto ieri nella manifestazione organizzata dai centri sociali e nel condannare ogni forma di violenza ci teniamo a dire che la nostra manifestazione sarà pacifica e non violenta e porteremo in piazza la nostra indignazione e la nostra voglia di cambiamento attraverso le nostre idee e delle proposte concrete, i più forti strumenti di lotta che abbiamo e gli unici in grado di cambiare veramente le cose".

In piazza anche l’unione degli universitari (Udu). “Chiediamo – si legge in una nota - che il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta intraprenda un percorso di confronto, con le rappresentanze studentesche, che possa permettere di fermare lo smantellamento del diritto allo studio al fine di evitare conseguenze irreversibili per gli studenti universitari. Chiediamo inoltre al Presidente Crocetta di farsi da intermediario tra gli studenti siciliani e il Governo nazionale, vogliamo infatti che il trend negativo riscontrato nelle nuove immatricolazioni negli Atenei dell'isola possa fermarsi e che vi sia una reale legge regionale sul diritto allo studio che possa tutelare il diritto all'istruzione e alla formazione pubblica”.

"Pertanto risulta necessario e prioritario - conclude la nota - finanziare il fondo per le borse di studio fino alla copertura del 100% degli idonei; Intervenire sull'edilizia residenziale universitaria e scolastica, poiché la Sicilia si posiziona agli ultimi posti nelle graduatorie nazionali anche per il numero di alloggi messi a disposizione dagli enti regionali preposti; la creazione di un tavolo tecnico per la rielaborazione della legge regionale sul diritto allo studio, con composizione paritetica".

 

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