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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Sciopero nazionale dei trasporti il 25 febbraio: a Palermo si fermano autobus, tram e treni

Potenziale causa di disagi saranno anche le proteste proclamate da Cub trasporti e altri sindacati di base. La manifestazione è stata proclamata per ottenere un tavolo di lavoro ministeriale e una cabina di regia per riscrivere le regole del settore

Per venerdì 25 febbraio è previsto un maxi sciopero a livello nazionale del trasporto pubblico locale per tutta la giornata. Lo sciopero è indetto dalle segreterie sindacali nazionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa, Cisal, Ugl, che hanno dichiarato lo “stato di agitazione sindacale unitario”. La manifestazione è stata proclamata per ottenere un tavolo di lavoro ministeriale e una cabina di regia per riscrivere le regole del settore: si chiede il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e il miglioramento delle condizioni lavorative normative e salariali. Il 25 febbraio sono quindi previste interruzioni dei servizi di metro, autobus, tram e treni.

Sciopererà dalle 8,30 alle 17,30 e poi dalle 20,30 fino a fine giornata il personale di movimento, e quindi gli autisti dell’Amat. Il personale amministrativo, addetti al servizio officina, ai servizi ausiliari, gli ausiliari del traffico e i verificatori faranno uno stop di 24 ore per tutta la giornata. Oltre allo sciopero nazionale, potenziale causa di disagi per Palermo saranno anche gli scioperi proclamati da Cub trasporti, con altri sindacati di base (Sgb, Cobas Lavoro Privato, Adl Cobas) sempre per 24 ore, mentre Slm Fast Confsal e Sama Faisa Confail hanno dichiarato - pur separatamente - scioperi di 4 ore, che interesseranno il personale nella mattina del 25.

cub trasporti_ sit-in per il rinnovo del contratto nazionale autoferrotranvieri_-2“Abbiamo inserito nella piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale autoferrotranvieri punti importanti", spiega il segretario provinciale di Cub trasporti Palermo Antonio Vitale. "Intanto - continua - chiediamo che il trasporto pubblico locale resti pubblico e non essere affidato ai privati. Poi un aumento di 300 euro a fronte del potere d’acquisto perso negli anni e la riduzione dell’orario di lavoro da 39 ore a 35 ore. E ancora la trasformazione dei contratti part-time a full time, a carico delle aziende il costo per patente, Cqc e carta tachigrafica, buono pasto per tutte le lavoratrici e i lavoratori laddove non è prevista una mensa e la disdetta sindacale deve tornare ad avere efficacia dal mese successivo alla richiesta. E’ necessario - conclude Vitale - una gestione pubblica del servizio destinato ad aziende e società pubbliche di diritto pubblico".

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