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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Tombaroli, scavi clandestini e contraffazione di opere: in un anno recuperati oltre 11 mila reperti

E' il bilancio dell'attività svolta dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo nel corso del 2021. In relazione al furto di beni culturali si registra un lieve decremento del numero dei reati: 20 nel 2021, a fronte dei 23 dell'anno precedente

Scavi clandestini, furti di beni culturali e contraffazione di opere d’arte: questi i fenomeni monitorati dai militari del Nucleo carabinieri Tpc, Tutela patrimonio culturale di Palermo, nel corso del 2021. La ricerca archeologica clandestina rappresenta la più grave forma di aggressione al patrimonio culturale siciliano. L’anno passato l’attività ha portato al sequestro di 11.516 importanti reperti archeologici e 10 reperti paleontologici illecitamente trafugati. Per quanto riguarda i furti sull’intero territorio siciliano, si registra un lieve decremento del numero dei reati: 20 nel 2021, a fronte dei 23 dell’anno precedente. Gli obiettivi più colpiti sono stati i luoghi privati e quelli di culto. Nell’ambito dell’attività di contrasto al fenomeno della falsificazione delle opere d’arte, nel corso dei controlli su siti web dedicati all’e-commerce, sono state inoltre sequestrate 14 opere contraffatte.

La strategia di intervento del Nucleo si è sviluppata lungo due direttrici: l’attività di prevenzione e quella di contrasto, sviluppata attraverso le indagini di polizia giudiziaria. Nel corso del 2021 sono stati eseguiti 276 controlli finalizzati alla sicurezza dei luoghi della cultura, quali musei, archivi e biblioteche, e delle aree archeologiche e/o tutelate da vincoli paesaggistici. Le verifiche hanno altresì riguardato gli esercizi commerciali del settore, con numerosi controlli amministrativi in mercatini, fiere e negozi di antiquariato che rivestono un ruolo fondamentale nel contrasto alla ricettazione. I dati acquisiti vengono successivamente incrociati con quelli presenti nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando carabinieri Tpc, la più grande banca dati di opere d’arte rubate al mondo.

"Altrettanto incisiva - si legge in una nota diffusa dal Comando provinciale - è stata l’azione di contrasto, svolta attraverso indagini di polizia giudiziaria, d’iniziativa o su delega dell’autorità giudiziaria, finalizzate al recupero dei beni culturali trafugati e all’individuazione dei sodalizi criminali operanti nel settore. Nel 2021 sono state deferite in stato di libertà 73 persone per diversi reati (prevalentemente furto, ricettazione e contraffazione di opere d’arte) e sono stati sequestrati beni culturali illecitamente sottratti per oltre un milione e duecentomila euro. I beni recuperati sono stati riconsegnati a musei, chiese, alla Regione per garantirne la pubblica fruizione".

Ad ottobre scorso i carabinieri del Nucleo Tpc hanno recuperato a Santa Flavia, all’interno della villa di un privato, quattro anfore e un altro reperto in terracotta, databili fra il secondo secolo avanti Cristo e l’undicesimo secolo dopo Cristo. Dopo il ritrovamento sono state denunciate quattro persone che fanno parte dello stesso nucleo familiare e abitano nell’immobile in cui sono stati trovati i reperti. Gli oggetti erano stati messi in vendita attraverso i portali online, alcuni specializzati proprio nel commercio di manufatti e pezzi d’antiquariato, con prezzi che andavano dai 500 ai mille euro. Dopo il recupero i reperti sono stati affidati al Museo archeologico di Solunto dove potranno essere esposti e ammirati da tutti.


 

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