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Mafia, scarcerato Michele Aiello per "gravi motivi di salute"

Il manager della sanità è stato condannato a 15 anni per associazione mafiosa nel processo denominato "Talpe alla Dda" in cui fu coinvolto anche l'ex governatore siciliano Totò Cuffaro. Concessi i domiciliari

Per gravi motivi di salute è stato scarcerato dal tribunale di sorveglianza Michele Aiello, condannato a 15 anni per associazione mafiosa (ritenuto prestanome del boss Bernardo Provenzano) nel processo denominato “Talpe alla Dda” in cui fu coinvolto anche l'ex governatore siciliano Totò Cuffaro.

Aiello avrebbe già lasciato nei giorni scorsi il carcere di Sulmona, dov'era detenuto, ed è adesso rientrato a Bagheria. Già in passato Aiello, che era in carcere dal 22 gennaio del 2011 dopo la conferma della condanna in Cassazione, aveva beneficiato di scarcerazioni dovute al favismo di cui soffre. A questa patologia adesso si è aggiunta un'altra malattia ritenuta incompatibile con la detenzione dal magistrato che ha accolto la richiesta del legale di Aiello, Sergio Monaco.

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