Dal voto di scambio allo scambio di persona, Cordaro: "Non sono io, errore giudiziario"

Secondo la tesi dell'assessore la Procura avrebbe scambiato lui con un pregiudicato (per lesioni e omicidio colposo). Cordaro in conferenza: "Ho scoperto che sarei stato recidivo leggendo un giornale. Farò accesso agli atti e dimostrerò tutto"

L'assessore regionale Toto Cordaro

Il Toto Cordaro indagato insieme ad altre 95 persone in un maxi inchiesta della Procura di Termini non sarebbe l’assessore regionale. L’uomo del governo Musumeci ha convocato oggi una conferenza urgente per un colpo di scena: “Ho scoperto che i magistrati mi hanno scambiato per un pregiudicato con una condanna passata in giudicato per lesioni e omicidio colposo. Ma il Cordaro indicato nell'avviso di conclusioni indagini - secondo la versione del deputato - che mi è arrivato non sono io. E’ un mio omonimo, io ho il casellario giudiziale pulito. Ho scoperto tutto solo per caso leggendo un articolo”.

A raccontare visibilmente amareggiato quella che definisce una “brutta storia” è lo stesso Cordaro: “Faccio l'avvocato da 25 anni ma non mi era mai successa una cosa simile. Mi contestano una recidiva generica, che però riguarda soltanto i pregiudicati. E io non lo sono". Cordaro dopo aver fatto un accesso agli atti, ha scoperto che la recidiva segnalata dalla Procura di Termini riguarda un omonimo, nato il 18 agosto 1971. “Mentre io sono nato il 18 agosto 1967", aggiunge ancora sconsolato.

"Una tale superficialità - prosegue - desta in me una grandissima preoccupazione. Sono qui per rassegnare il mio stupore per l'indagine in corso che riguarda anche me. L'ho appresa da una telefonata ricevuta da un cronista che 20 giorni fa mi chiedeva se avessi notizie di indagini a mio carico. Mi ha detto che era una notizia non ancora definita. Poi leggendo, all'indomani, il giornale ho visto. Non entro nel merito della vicenda. Consapevole della mia qualità di uomo pubblico non appena sarò in possesso delle carte vi farò sapere”. Una vicenda sulla quale la Procura farà presto chiarezza.

Dunque, qualora venisse confermasse la versione dei fatti fornita dall’assessore, non sarebbe stato lui il Cordaro - come emerso nelle indagini - che avrebbe fatto da mediatore su un ipotetico accordo di scambio elettorale tra tale Rio e Giunta, candidato sindaco a Termini. “A un certo punto un mio collaboratore - spiega ancora Cordaro - scopre che sono ‘recidivo’ da un articolo. Lo stupore si accresce e mi vado a rileggere avviso conclusione indagini e scopro: con la recidiva generica di Cordaro. Non sono mai stato processato né condannato. Devo la verità ai siciliani. Così vado in tribunale e tiro fuori casellario giudiziale e i carichi pendenti. Tutto pulito. Mentre non lo è quello del mio omonimo con il quale sono stato scambiato".

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I reati ipotizzati nella maxi inchiesta della Procura di Termini sono quelli di voto di scambio, con promesse elettorali di assunzioni, superamento di esami di maturità, ammissione in scuole di specializzazione, appalti assegnati a imprese di comodo presso cui far lavorare elettori. Secondo i magistrati il sistema sarebbe stato messo su per condizionare l'esito delle regionali del 2017 e delle comunali di Termini. L'indagine era stata avviata due anni fa, quando vennero indagati i fratelli Salvino e Mario Caputo. Cuffaro, invece, è accusato di corruzione elettorale in concorso con Filippo Maria Tripoli.

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