Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

Fermati tre scafisti dopo lo sbarco: erano nascosti tra i migranti

Dovranno rispondere del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: sono stati inchiodati dai racconti di chi ha fatto la traversata con loro

Lo sbarco di ieri al porto

Tre scafisti nascosti tra i migranti. La polizia e la guardia di finanza hanno individuato e sottoposto a fermo un libico, un siriano e un uomo della Guinea Bissau. I tre erano a bordo di un gommone che, in condizione di autentica “fortuna”, stava effettuando la traversata del Mediterraneo con a bordo, complessivamente, 93 migranti partiti dalla Libia. Gli stranieri, in maggioranza di origine pakistana, erano stati tratti in salvo dalla nave Santa Maria della Marina Militare Spagnola, impiegata nell’ambito della missione militare dell’Unione Europea Eunavformed, finalizzata a neutralizzare le consolidate rotte della tratta dei migranti nel Mediterraneo. Imbarcazione che ieri mattina aveva condotto al porto di Palermo, 210 migranti, tra cui 20 minori e 2 donne incinte, provenienti da quattro distinti salvataggi.

L’attività investigativa, successiva allo sbarco, condotta dagli agenti della squadra Mobile e dai militari del nucleo di polizia Economico-Finanziaria e della stazione navale della guardia di finanza, attraverso le audizioni di alcuni migranti, passeggeri/testimoni della traversata e complesse ed articolate indagini, ha condotto all’individuazione di tre responsabili. E’ emerso come le associazioni criminali organizzatrici dei viaggi della speranza utilizzassero le medesime modalità: la maggior parte dei migranti, prima di intraprendere il viaggio, veniva costretta a svolgere lavori particolarmente gravosi, senza alcuna retribuzione e in condizioni disumane, per avere la possibilità di salire a bordo dei gommoni e raggiungere l’agognata destinazione.

Sbarco di migranti al porto | Video

I racconti degli stranieri hanno dato la misura delle difficoltà e della precarietà del loro viaggio, ma anche delle condizioni di approssimazione delle imbarcazioni di fortuna e dei loro conducenti, spesso “reinventatisi” timonieri senza alcuna preparazione in materia. "Le articolate attività d’indagine - fanno sapere dalla Questura - hanno consentito di appurare come uno dei fermati si fosse mimetizzato tra gli altri migranti al fine di dissimulare le proprie responsabilità, quale reale facilitatore del trasporto. Lo stesso, in base a quanto riferito dai testimoni, avrebbe utilizzato un apparecchio satellitare per orientare la rotta del gommone, che avrebbe gettato in mare poco prima del soccorso".

Il cittadino della Guinea Bissau si sarebbe invece occupato di governare materialmente il gommone mentre il compagno, di nazionalità libica, avrebbe avuto il compito di mantenere l’ordine a bordo del barcone, intimando di non fornire alcuna informazione alle autorità di soccorso e ricorrendo spesso a percosse e minacce. I tre dovranno rispondere del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I fermati, dopo gli accertamenti di rito, sono stati condotti al Pagliarelli.
 

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