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Foto archivio

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Immigrazione, doppio fiocco azzurro su un barcone: gemellini ricoverati al Cervello

La loro mamma ha partorito durante la traversata dalla Libia. Approdati a Lampedusa, sono stati trasferiti in elisoccorso nel capoluogo siciliano. I piccoli pesano un chilo e 300 grammi e un chilo e 660 grammi e sono ricoverati in terapia intensiva neonatale

La disperazione di chi deve scappare dalla propria terra e affronta giorni e giorni di navigazione in mare aperto e la gioia per due nuove vite. C'è anche questo nella cronaca degli sbarchi, ormai quotidiani, di migranti sulle nostre coste. Tra gli extracomunitari accolti a Palermo c'è anche una ragazza eritrea di 26 anni che durante la traversata ha dato alla luce due neonati, adesso ricoverati all'ospedale Cervello.

Tesfamamrim Merhawit, originaria di Asmara, era tra i migranti soccorsi dalla nave Dignity I di Medici senza Frontiere. La giovane mamma aveva le contrazioni già al momento della partenza, ma ha deciso di tentare ugualente la traversata. Ha dato alla luce i suoi bambini in mare aperto, tra la Libia e la Sicilia. Aiutata dai compagni di viaggio ha tagliato il cordone ombelicale con gli oggetti a disposizione e poi lo ha legato con dei fili di fortuna. Nonostante non mangiasse da giorni, li ha allattati al seno offrendo loro una possibilità di sopravvivenza. Sbarcati in un primo momento a Lampedusa, mamma e figli ieri sono stati condotti in elisoccorso all'ospedale Cervello.

I due gemelli, secondo quanto accertato dai medici, pesano un chilo e trecento grammi e un chilo e 660 grammi. Sono ricoverati in terapia intensiva neonatale. Sono leggermente disidratati e denutriti, ma le loro condizioni vanno migliorando. Non hanno ancora un nome, ma hanno conquistato medici e degenti dell'ospedale. Per loro anche il regalo di un'altra neomamma: un borsone pieno di vestitini e tutine.

Ed è previsto per questo pomeriggio l'arrivo di 1.067 migranti al porto a bordo della portaerei Garibaldi. Saranno accolti dalla task force coordinata dalla prefettura formata dai sanitari dell'Asp e del 118, i volontari della Croce Rossa e della Caritas. Sul molo ci sono anche gli uomini della squadra mobile della polizia e del Gico della Guardia di Finanza per individuare eventuali scafisti.

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