Striscione sul portone del Consolato Spagnolo
Cronaca Politeama

Sanzionato consolato spagnolo, striscione per la difesa del diritto all'aborto

Il Collettivo femminista Anillo de fuego ha indetto un appuntamento di solidarietà e controinformazione alle ore 15 in piazza Verdi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il Collettivo femminista Anillo de fuego sanziona il consolato spagnolo ed espone  sul suo portone  uno striscione in cui esprime piena solidarietà alle donne spagnole il cui diritto fondamentale  all'aborto è messo ad oggi in discussione e rischia di essere negato. Sempre per oggi indice un appuntamento di solidarietà e controinformazione alle ore 15 in piazza Verdi.

L'iniziativa del collettivo Anillo de fuego, come tutte le altre iniziative che oggi si svolgeranno in Italia e in Europa, si collega ad un appuntamento cui parteciperanno le donne spagnole. Nella giornata di oggi, infatti, da tutte le regioni dello Stato Spagnolo partiranno convogli pieni di donne verso la stazione di Atocha a Madrid per protestare contro il progetto di legge del governo Rajoy che intende vietare l’aborto come libera decisione della donna. Consegneranno all’assemblea dei deputati un documento contro la riforma antiaborto Gallardòn; una proposta di legge che sembra destinata ad essere attuata e che riporterebbe la Spagna (e non solo) indietro di almeno trent’anni per ciò che concerne i diritti delle donne. La riforma prevede infatti che l’aborto torni ad essere reato, tranne nei casi in cui si tratti di una donna che abbia subito violenza, nel caso in cui (nel tempo concesso) si tratti di un feto gravemente malformato, o nel caso in cui sia la donna ad essere in gravi condizioni fisiche e\o psicologiche. Inoltre, in caso di violenza, soltanto le donne che avranno denunciato l’abuso, e nel limite di dodici settimane, sembrano avere diritto. Dopo di che la donna sarà costretta ad attendere altri sette giorni prima di una decisione definitiva, che altri avranno preso per lei. Ovviamente ciò non elimina la possibilità di trovare medici obiettori di coscienza, che ostacolano ancor di più la possibilità di abortire.

Il Collettivo Anillo de fuego partecipa alla giornata di oggi per mostrare solidarietà alle donne spagnole ma anche per ricordare che pure le donne italiane vivono uguali problematiche.  "In Italia assistiamo ormai da anni alla costante violazione della legge 194- afferma Gabriella Palermo portavoce del collettivo femminista-  che formalmente consente alla donna di poter abortire “liberamente” in questo paese ma che nei fatti viene sabotata nell’attacco ai consultori e nel numero sempre più frequente di medici e farmacisti obiettori di coscienza. In Sicilia, ad esempio, il tasso di obiezione dalla 194 è all’80,6%, nel Lazio si attesta intorno al 91% mentre a Napoli il servizio viene assicurato soltanto da un ospedale in tutta la città. Sono sempre di più gli ospedali pubblici in cui non si effettuano IVG costringendo le donne a ricorrere nuovamente  agli aborti clandestini spesso effettuati in studi medici privati con costi che si aggirano intorno ai 4.000 euro. Dunque- continua Gabriella- è tornato  a fiorire sul corpo delle donne l’antico business che la 194 aveva quasi estirpato e il diritto all'aborto è tornato ad essere un diritto solo per chi può sostenerne il peso economico".

Oggi sabato 1 febbraio ore 15,00, Piazza Verdi, iniziativa  di solidarietà e controinformazione yo decido- io decido.

 

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