Sanità d'eccellenza: nonostante il Coronavirus in Sicilia già effettuati 62 trapianti

I dati, relativi a questi primi mesi del 2020, sono stati diffusi nell'ambito della 23esima giornata nazionale della donazione di organi e tessuti. Battaglia, coordinatore del Crt: "La nostra regione è ancora sotto il livelli medi nazionali di donazioni, serve sforzo collettivo"

foto archivio

Oggi si celebra in tutta Italia la 23esima giornata nazionale della donazione di organi e tessuti, quest’anno caratterizzata dalla campagna social “Io faccio la mia parte, tu puoi fare la tua. Di’ sì alla donazione di organi e tessuti”, che ha come testimonial gli operatori della Rete trapianti.

Per il Centro regionale trapianti è l’occasione per un bilancio dell’attività di donazione e trapianto di organi che, nonostante l’emergenza Covid-19, non si è fermata, seppure con una lieve flessione rispetto allo scorso anno. Da gennaio a oggi sono stati complessivamente 62 i trapianti effettuati nei tre centri trapianto siciliani, ossia Civico, Policlinico di Catania e Ismett.

Nel dettaglio, dei 62 trapianti, 37 sono stati di rene, 4 di cuore, 14 di fegato, 2 di polmone singolo, 2 di polmone doppio, 2 split di fegato, 1 combinato di fegato-rene.

Dei 34 trapianti di rene, 18 sono stati eseguiti al centro trapianti “Leonardo Sciascia” dell’ARNAS Civico,  8 al Policlinico di Catania, e 11 all’Ismett che ha anche eseguito i trapianti di tutti gli altri organi.

“Nonostante il Coronavirus - commenta Flavia Caputo, direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia e Trapianto dell’Arnas Civico - la nostra attività continua nel rispetto delle indicazioni del Centro Nazionale Trapianti sulla sicurezza dei donatori e dei riceventi”.                                    

Il Centro Trapianti “Leonardo Sciascia” dell’Arnas Civico in 28 anni di attività ha eseguito più di 900 trapianti di rene, prevalentemente da donatore cadavere, e partecipa attivamente al programma nazionale di trapianto di rene da vivente in modalità  cross over. “Sono settimane difficili - conclude la dottoressa Caputo - ma la nostra attività continua in primo luogo grazie ai donatori e alle loro famiglie, ma grazie anche allo spirito di sacrificio e alla dedizione di tutti i componenti dell’equipe di trapianto del nostro ospedale. La vigilia di Pasqua, per esempio, i nostri nefrologi sono stati impegnati nella preparazione di una giovane paziente di Bagheria che ha potuto ricevere un rene proveniente da Reggio Emilia. L’intervento ha impegnato per tutta la notte i chirurghi guidati dal dottore Saverio Matranga, il team di anestesia coordinato dalla dottoressa Amalia Sanfilippo, e gli infermieri coordinati dal dottore Fortunato Corrao”.                           

Il direttore di Ismett, Angelo Luca, aggiunge: “La prosecuzione dell’attività anche in queste settimane estremamente difficili  dimostra che il nostro è un sistema che funziona. Finora presso Ismett sono stati eseguiti 26 trapianti tra cui 4 di polmone, che in questo momento particolare sono ancora più difficili da eseguire e che richiedono un’attenzione ancora maggiore nel trattamento dei pazienti. La Sicilia ha dimostrato di essere in grado,  anche in situazioni straordinarie, con personale sotto pressione per la pandemia  in corso, di finalizzare il percorso donazione-trapianto e rispondere alle esigenze dei pazienti con insufficienze terminali d’organo".                                                                                             

Da Palermo a Catania, dove un mese fa due pazienti in lista d’attesa hanno voluto rinviare il trapianto per il timore di contrarre il coronavirus. Il professore Pierfrancesco Veroux, direttore del centro trapianti del Policlinico Vittorio Emanuele, racconta: “Purtroppo abbiamo dovuto rifiutare due organi perché i nostri pazienti hanno rinunciato temendo il contagio. Tengo a sottolineare che le donazioni e i trapianti avvengono in totale sicurezza nel rispetto di protocolli e linee guida e di percorsi differenziati. Ad oggi, per fortuna e per il rigoroso rispetto delle procedure anti Covid 19, tra il nostro personale non abbiamo registrato nessun contagio. Insieme agli altri due centri trapianto siciliani abbiamo dato la nostra disponibilità a supportare le regioni del Nord nel caso in cui i loro centri fossero impossibilitati a procedere, per scongiurare l’ipotesi di dovere rinunciare al trapianto sul paziente selezionato. Dunque la Regione Siciliana, parte integrante del sistema nazionale, risponde non solo alle esigenze dei propri cittadini,  ma anche alle eventuali difficoltà che in questo particolare momento possono incontrare i centri di altre regioni”.                                                                                                                                       

Il coordinatore regionale del Crt Sicilia, Giorgio Battaglia, commenta: “Al di là della facile retorica che in questo momento si registra attorno al servizio sanitario, emerge comunque una rete regionale dei trapianti che in modo coerente e qualificato risponde alle esigenze di salute dei cittadini. Io ringrazio tutta la Rete, le rianimazioni, i coordinatori locali, e tutti i lavoratori del Crt, a cominciare dal Coordinamento operativo guidato da Bruna Piazza. E’ chiaro che assieme all’apprezzamento, è opportuno fare alcune considerazioni. La Sicilia rimane ancora sotto il livelli medi nazionali per quanto riguarda le donazioni. E’ pertanto necessario uno sforzo collettivo per stimolare ulteriormente la generosità dei cittadini a sottoscrivere la dichiarazione di volontà che consente di sottrarre alla responsabilità dei congiunti l’onere di consentire la donazione”.

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“Nonostante l’emergenza Coronavirus, in Sicilia le donazioni ed i trapianti di organi vanno avanti. Un ciclo virtuoso che unisce gesti di straordinaria generosità al miracolo della rinascita: da gennaio a oggi sono stati complessivamente 62 i trapianti effettuati nei tre centri trapianto siciliani, ossia Arnas Civico, Policlinico di Catania e Ismett. In un momento di grande stress per il Sistema sanitario regionale, la Sicilia dimostra di essere in grado d portare a compimento il percorso donazione-trapianto, consentendo,  in alcuni casi, di riaccendere la vita”. Lo scrive sulla propria pagina  Facebook  l’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza

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