Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca Bagheria

A Bagheria il congresso regionale Fismu: "Crisi nera in Sicilia per pronto soccorso, medici di famiglia e ospedali"

Paolo Carollo, segretario regionale Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti: “Manca il personale, non si stabilizzano i precari, la Regione non nomina i direttori generali, l’applicazione del Pnrr una farsa. Grave preoccupazione sul ‘buco’ nei conti della sanità di 400 milioni di euro”

Si terrà domani, sabato 11 marzo, il congresso regionale straordinario della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu a Bagheria (dalle 10), al teatro di Palazzo Butera. Interverranno delegati di tutta la regione (eleggeranno la delegazione al Congresso nazionale previsto per il 25 marzo a Roma) e si discuterà della grave situazione in cui versa la sanità siciliana e della necessità di urgenti interventi riformatori per una “Nuova organizzazione sanitaria alla luce del Pnrr”.

I lavori saranno aperti dalla Presidente regionale Rosalba Muratori, dal Segretario regionale Paolo Carollo e dal Segretario nazionale Francesco Esposito; quindi sono previsti gli interventi dei dirigenti nazionali e regionali di settore e area di Fismu: il Responsabile regionale delle Cure primarie, Teo Raciti, il Responsabile nazionale delle Emergenza-Urgenza, Emanuele Cosentino, il Responsabile nazionale della Dipendenza (Dirigenza ospedaliera) Stanislao Bentivegna, il Responsabile nazionale giovani medici, Marco Alise e quello regionale, Andrea Vaccaro, il Responsabile nazionale Specialistica ambulatoriale UIL fpl Sez. FISMU, Cosimo Trovato e il Presidente nazionale del Centro Studi Fismu, Salvo Calì. 

Alla vigilia dell’assise Paolo Carollo, segretario regionale Fismu, ha anticipato alcuni dei temi del Congresso e delle proposte che saranno avanzate al governo regionale: “Sono passati molti mesi dalle elezioni regionali, ma in Sicilia assistiamo a una grave situazione di immobilismo e a una pericolosa continuità con le scelte delle precedenti giunte regionali, quindi arriva anche la notizia del buco di circa 400 milioni di euro che acuisce la preoccupazione per il futuro della sanità. E al danno si aggiunge la beffa: se pensiamo alla discutibile decisione di alzare del 10%, gli emolumenti della classe politica".

"Manca ancora il personale e la programmazione - continua - e tutto il settore dell’emergenza-urgenza, dal Pronto Soccorso al 118, è in perenne stato di crisi, con turni infiniti, condizioni di lavoro stressanti, sempre a rischio di essere anche oggetto di aggressioni da parte dei pazienti violenti o esasperati. Le cosiddette reti tempo-dipendenti sono in costante affanno e, ricordiamo, che dall’efficacia di questo settore dipende spesso la salvezza di molti cittadini”.

“Anche gli ospedali sono assediati dalle stesse criticità e dall’endemico problema del precariato  - aggiunge Carollo - le tanto attese stabilizzazioni di molte centinaia di colleghe e colleghi rimangono inevase, nonostante le norme e i molti annunci. Le corsie, dopo un decennio di tagli di posti letto, e il mancato riordino e potenziamento del territorio, si  trasformano così in trincee e spesso le nostre strutture ospedaliere sono un imbuto dove convogliare le contraddizioni del sistema. Tutto a vantaggio delle strutture private e del privato convenzionato”.

“Appunto, il ‘territorio’ è sempre dimenticato. La specialistica ambulatoriale, e la medicina dei servizi - spiega il segretario regionale Fismu -  avrebbero bisogno di risorse e personale, che però non arrivano; ma soprattutto hanno urgenza di essere messe in rete con tutti gli attori del SSR e soprattutto con le cure primarie: altra chimera, purtroppo. Quindi la medicina di famiglia che è il primo contatto con il paziente ma che rimane relegata in un angolo nelle logiche superate e vecchie della burocrazia regionale. Il PNRR ha previsto investimenti che, però, in Sicilia sono state indirizzate, dal precedente governo, in Case di Comunità che rimarranno delle cattedrali nel deserto, a scapito della capillarità ed efficienza del servizio”. 

“Intanto - sottolinea - sempre meno giovani vogliono fare i medici di famiglia, del 118 e del Pronto Soccorso perché le condizioni di lavoro, per diverse ragioni, sono pessime. E si finisce con importare professionisti dall’estero o a pagare il doppio con ‘i medici a gettone'. Infine - conclude Carollo - a peggiorare la situazione: non sono ancora stati nominati i direttori generali, la nostra sanità è da mesi in attesa di conferme o di un ricambio. Si faccia presto e si riparta con il confronto con i medici sulle proposte: si prevedano risorse, stabilizzazioni, assunzioni e programmazione, revisione della rete ospedaliera e potenziamento del territorio”.  

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