Le presunte mazzette incassate da Candela, quasi 300 mila euro in 7 mesi

Nell’inchiesta “Sorella Sanità” che ha portato stamattina a 10 arresti la guardia di finanza ha ricostruito il giro di tangenti incassate - secondo l'accusa - dall'ex direttore generale dell’Asp di Palermo

Nell’inchiesta “Sorella Sanità” che ha portato stamattina a 10 arresti, la guardia di finanza ha ricostruito le presunte tangenti che sarebbero state incassate da Antonino Candela, finito ai domiciliari, che era allora direttore generale dell’Asp di Palermo.

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I soldi, secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed i sostituti Giovanni Antoci e Giacomo Brandini, sarebbero stati ottenuti anche per il tramite di Giuseppe Taibbi in modo da favorire la “Tecnologie Sanitarie Spa” di Francesco Zanzi e Roberto Satta. Le mazzette concordate avrebbero dovuto arrivare complessivamente a 820 mila euro, ma ne sarebbero stati riscossi “solo” 268.400,99.

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Le consegne di denaro sarebbero avvenute tutte nel 2018 e nel seguente modo: 15.860 euro riscossi il 23 aprile, 24.400 euro il 25 maggio, 27.247,16 euro il primo giugno, 25.315 euro il 22 giugno, 27.573,31 euro l’11 luglio, 25.308,90 euro il 23 luglio, 22.576,10 euro il 13 agosto, 25.217,40 euro il 7 settembre, 26.920,52 euro il 14 settembre, 25.235,70 euro il 15 ottobre e 22.746,90 il 12 novembre.

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Le mazzette sarebbero servite per favorire in due modi la “Tecnologie Sanitarie Spa”, secondo gli inquirenti: Candela avrebbe infatti ritardato la sottoscrizione del contratto per la gara indetta dall’Asp di Palermo da 17 milioni e 635 mila euro per la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali, aggiudicata il 30 novembre del 2017, sia per garantire all’azienda di continuare a beneficiare di condizioni ritenute più remunerative e previste dal contratto precedente, sia per permettere nel frattempo all’Asp di aderire alla procedura indetta dalla Centrale Unica di Committenza della Regione, per le stesse prestazioni, durante la quale “Tecnologie Sanitarie” si era aggiudicata poi due lotti dal valore di oltre 202 milioni.

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