Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Corleone

Salvo Riina chiede il rinnovo della carta d'identità, il Comune di Corleone glielo nega

La rabbia del figlio del boss Totò: "Nonostante abbia pagato il mio debito con la giustizia, mi sento perseguitato, oppresso, tartassato e bersagliato per ogni cosa io faccia"

"Nonostante abbia pagato il mio debito con la giustizia, nonostante mi sia allontanato da ogni logica delinquenziale e nonostante non abbia più nessun procedimento a carico, mi sento perseguitato, oppresso, tartassato e bersagliato per ogni cosa io faccia". Sono queste le parole che Giuseppe Salvatore Riina, detto Salvo, terzogenito di Totò Riina, ha affidato al proprio legale di fiducia, l'avvocato Fabiana Gubitoso del Foro di L'Aquila.

Il riferimento, secondo quanto riporta il sito dell'agenzia Agi, deriva dal fatto che il Comune di Corleone gli abbia negato "il rinnovo del proprio documento d'identità, nel paese in cui attualmente risiede ancora la madre e dove Salvo ha abitato in passato". "La notizia - è la spiegazione data dall'avvocato Gubitoso come si legge su agi.it - desta subito grande attenzione e lo stesso sindaco del paese, Nicolò Nicolosi, convoca un consiglio comunale al fine di deliberare di 'sollecitare le autorità e la magistratura a obbligare il Riina a lasciare la città poiché la sua presenza viene ritenuta inopportuna, sgradita e indesiderata'".

Questo il commento del sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi: "Le dichiarazioni di 'Salvuccio' Riina circa una ipotetica persecuzione da parte del Comune di Corleone nei suoi confronti per il mancato rilascio del documento d'identità sono pretestuosamente false e sostanzialmente strumentali. False perché il Comune ha trasmesso la documentazione presentata per l'ottenimento della carta d'identità al ministero dell'Interno che, valutata la richiesta, provvede al rilascio della carta elettronica e la trasmette all'indirizzo del richiedente". 

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Corleone, ha approvato all'unanimità un documento con il quale si chiede alle autorità di allontanare Riina junior, da poco rientrato dopo un lungo periodo vissuto nel Nord Italia, prima per detenzione e poi per altri motivi. Tra le motivazioni della richiesta, il fatto che "Salvuccio Riina non ha mai preso ufficialmente le distanze da Cosa nostra". “Con il documento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, vogliamo nuovamente lanciare un messaggio forte e chiaro - aveva commentato il sindaco -. Corleone vuole smarcarsi definitivamente da un passato di mafia e malaffare, anche allontanando concittadini sgraditi, come Salvuccio Riina che non ha mai preso le distanze dalle azioni spregevoli del padre Totò".

Salvo Riina, già condannato ad una pena di 8 anni e 10 mesi, interamente espiata, per reati commessi fino al lontano 2002, e sottoposto prima a sorveglianza speciale e poi a libertà vigilata, per ulteriori 8 anni, nel 2019 ha avuto revocata totalmente qualsiasi misura di sicurezza poiché, come da ordinanza del magistrato di sorveglianza di Pescara, ha "avuto una costante adesione al trattamento rieducativo e una seria revisione critica del suo trascorso, né vi sono elementi concreti, specifici e attuali per ritenerlo ancora vicino a organizzazioni criminali".

Salvo Riina ha affidato poi un ultimo pensiero al suo legale: "Voglio essere Iasciato in pace e poter vivere tranquillamente la mia vita, seguendo il mio lavoro di autore e dedicare il mio tempo ai miei affetti e interessi, come una persona qualsiasi".

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