Salute, convegno Rotary "Il diritto dell’anziano al benessere fisico e mentale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Anchise senza Enea; il diritto dell’anziano al benessere fisico e mentale” questo il tema del convegno distrettuale promosso dalla commissione “Salute e benessere nella terza età” del Rotary International Distretto 2110 Sicilia e Malta, presieduta da Natale Bordonali, con il patrocinio dell’assessorato regionale della Salute. Presente tra gli altri autorevoli ospiti e relatori il governatore del Distretto 2110 prof. ing. Alfio Di Costa. Ad aprire i lavori Nabor Potenza Prefetto Distrettuale. Per definire il nucleo del convegno, di assoluto pregio scientifico e socioculturale, è di assoluta attualità l’immagine di una scultura di straordinario spessore culturale e artistico: un soggetto tratto dall’Eneide di Virgilio ossia il momento della fuga da Troia in fiamme. Enea ha sulle spalle il vecchio padre Anchise ed è seguito dal figlioletto Ascanio. Bernini segue alla lettera il testo virgiliano, dove Anchise siede su una sola spalla di Enea. Gian Lorenzo Bernini eseguì il gruppo scultoreo in cui sono ritratti Enea che solleva in spalla il vecchio Anchise, seguiti dal piccolo Ascanio. I tre protagonisti sono colti nel pieno del proprio doloroso dramma, dove si percepisce il timore del padre Anchise, la virile rassegnazione di Enea, e la flebile speranza del riccioluto Ascanio che mostra nella fiamma accesa le speranze di una nuova civiltà. Scendendo nel particolare, il movimento è espresso mirabilmente nello sforzo di Enea che sorregge il padre fra le braccia, con muscoli e tendini in piena evidenza, soprattutto nella torsione del ginocchio, piegato dal peso sostenuto. In questa magnifica rappresentazione si incastra il diritto dell’anziano al benessere fisico e mentale, filo conduttore dell’incontro scientifico distrettuale.

Alfio Di Costa, molto attento ai grandi tempi della contemporaneità sottolinea come quella immagine “diventa fonte di riflessione sulla famiglia e sull’anziano sempre visto come un peso che qui grava sulle spalle di Enea, ma che nello stesso tempo indirizza e consiglia, perché il passato torna sempre, ci richiama e ci protegge naturalmente, come un compito inevitabile, essenziale. Ricordiamoci del nostro passato, quello può sorreggerci anche nei momenti più difficili, come le parole di un nostro caro”. E continua l’ingegnere Di Costa sottolineando come “nonostante le enormi differenze da un paese all’altro dell’Unione Europea per quanto riguarda l’assistenza agli anziani, oggi in molti paesi la maggior parte degli anziani non autosufficienti sono ancora seguiti da caregiver informali (per es. parenti, amici, vicini, “badanti”)”. E concludendo il suo intervento “è dovere delle autorità pubbliche e di coloro che prestano assistenza proteggere tutte le persone che diventano dipendenti dagli altri per le loro esigenze quotidiane e permettere loro di vivere una vita dignitosa fino al termine della loro esistenza. Tali misure devono coesistere con misure atte a proteggere sia i caregiver formali che quelli informali, offrendo loro condizioni lavorative e di vita dignitose, e riconoscendo e apprezzando l’enorme contributo che rendono alla comunità”. I saluti d’indirizzo a nome di Ruggero Razza (assessore regionale alla Salute) sono stati posti dal suo capo di gabinetto.

Particolarmente di spessore le relazioni scientifiche “L’invecchiamento tra salute e trasformazioni” relatore Salvatore Capodieci (Psichiatra, Psicoterapeuta, Ordinario di Psicopatologia presso l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia); “La tutela degli anziani nell’Europa dei diritti” relatore Vittorio Tumeo (studente in Giurisprudenza, giornalista, del Rotaract Messina); “Nuove frontiere dell’assistenza all’anziano: la geriatria territoriale” relatore Alessandro Bordonali (Geriatra, U.O. Malattie Infettive Ospedale “Umberto I” di Siracusa); “Tutela della salute degli anziani in tempo di Covid” relatrice Giovanna Panarello (Infettivologa, responsabile Unità di Terapia Intensiva presso l’ISMETTIRCSS Palermo). Tra gli interventi fuori programma quello molto toccante del dottor Tanino Maggio (vicepresidente della commissione “Salute e benessere nella terza età” del Rotary International Distretto 2110 Sicilia e Malta, socio del Rotary Palermo Montepellegrino, presidente regionale dell’Age, l’Associazione Genitori Europei) che, con grande competenza, ha sottolineato “la necessità che gli anziani hanno bisogno e vanno trattati con amore” e continuando “spesso bastano pochi gesti di affetto da parte della classe medica e infermieristica per alleviare le sofferenze”.

Anchise senza Enea non avrebbe avuto possibilità alcuna di continuare a vivere, ma Enea senza Anchise avrebbe perso quella forza che solo le radici riescono a dare agli alberi. Forse anche a chi non ha una cultura classica è nota questa toccante storia, forse a tanti sarà tornata in mente mentre, nei mesi scorsi, la pandemia ha reso straziante il saluto di migliaia di persone dai propri genitori, nonni e amici anziani, che l'incubo del coronavirus lo hanno affrontato da soli nei letti degli ospizi, benché sia stata grande il sacrificio di tanti operatori sanitari, in luoghi di focolai del virus più difficili da sopprimere. Molti hanno vissuto il tormento di non poter dare l’estremo saluto ai propri anziani, in molti, sinceramente, avrebbero voluto collocare sulle proprie spalle il proprio caro (la mamma, papà, i nonni) che, mai e poi mai, avrebbero valutato un peso da gestire. In tanti continuando a vivere con il dubbio di non aver fatto (o potuto fare) abbastanza per salvare dalla morte i propri cari ai quali non hanno potuto dare una parola di sollievo nei giorni in cui il virus portava via le loro vite; e neppure l'estremo saluto quando i medici hanno dovuto desistere. Ora che la lotta al virus la si affronta con più armi, non solo scientifiche, sarebbe necessario far ripigliare il dibattito sui diversi metodi di soccorso delle persone anziane. A questo risultato sono già giunte tante famiglie che hanno deciso, quando hanno potuto abbracciare nuovamente i propri cari indenni all'incubo Covid-19, di seguire la strada indicata da Enea, riportando a casa i propri anziani. È una riflessione complessa, ma non si deve dimenticare che i numeri della popolazione anziana si faranno ogni giorno più grandi e non si deve necessariamente farsi trovare per una seconda volta colti di sorpresa.

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