Cronaca

Truffa sui fondi europei per l'agricoltura: sequestro da 6,4 milioni ai fratelli Di Liberto

Gli imprenditori di Belmonte Mezzagno avrebbero fatto ricorso sistematico a fatture false per documentare costi in realtà non sostenuti - in tutto o in parte - per la realizzazione di un mattatoio a Ciminna e un complesso agro-industriale a Monreale. Evase Iva e imposta sui redditi

Avrebbero fatto ricorso sistematico a fatture false per documentare costi in realtà non sostenuti - in tutto o in parte - per la realizzazione di un mattatoio a Ciminna e un complesso agro-industriale a Monreale. Per questa ragione i finanziari del comando provinciale di Palermo, su delega della Procura di Termini Imerese, hanno eseguito un sequestro preventivo, disposto dal gip, che ha colpito disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili fino a 6,4 milioni di Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto, fratelli e imprenditori di Belmonte Mezzagno.

Il sequestro rientra nell’inchiesta sulla truffa dei fondi europei e statali del piano di Sviluppo rurale dell’assessorato regionale all’Agricoltura, che ha portato al rinvio a giudizio di 36 imputati e avviato le indagini finanziarie. Il Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria, guidato dal colonnello Gianluca Angelini, si è concentrato sui fondi Psr Sicilia 2007-2013 e 2014-2020, passando al setaccio l'attività dell’Ispettorato provinciale dell’agricoltura della Regione siciliana: l’ente cioè che ha il compito di valutare le domande per ottenere i finanziamenti nazionali ed europei.

I fratelli Di Liberto, grazie alla connivenza di professionisti e funzionari dell’Ispettorato, avrebbero organizzato la truffa sfruttando un castello di false fatturazioni, "con una conseguente evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva per un importo complessivo pari a circa 6,4 milioni di euro". A marzo del 2020, con l'operazione Gulasch, la guardia di finanza aveva eseguito 24 misure cautelari personali per le ipotesi di reato, tra le altre, di associazione a delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione all’indebita percezione di finanziamenti erogati dall’Unione Europea e dalla Regione Siciliana.

 

 

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