rotate-mobile
Domenica, 29 Maggio 2022
I dati

Sicilia indietro coi vaccini contro il Rotavirus, adesione soltanto al 60% su un obiettivo del 95%

La patologia colpisce in Italia oltre 400.000 bambini ogni anno, provocando una gastroenterite. L'appello di medici e pediatri: "Vaccino strumento molto più efficace di ogni altra forma di prevenzione"

Un caso al minuto, circa 27.000 al mese, più di 400.000 bambini colpiti ogni anno: questi i numeri in Italia della gastroenterite da Rotavirus. Una patologia, molto diffusa ma poco conosciuta, che colpisce i bambini al di sotto dei cinque anni, spesso entro il primo anno di vita, provocando diarrea, febbre, vomito e disidratazione, con sintomi così gravi da richiedere anche il ricovero in ospedale. Il vaccino rimane l’unico vero metodo attualmente a disposizione per prevenire queste conseguenze.
Ecco perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emanato nel 2009 una raccomandazione per includere la vaccinazione anti Rotavirus nei programmi vaccinali di tutti i Paesi. La Sicilia nel 2013 è stata la prima regione in Italia a ricevere questa vaccinazione in offerta attiva gratuita. Ma, ciò nonostante, si fatica a raggiungere le coperture vaccinali attese, come indicato dal PNPV 2017-2019 che prevede un target del 95%. È quanto emerso in occasione della tavola rotonda “Prevenzione della malattia da Rotavirus: l’importanza della vaccinazione per #unapreoccupazioneinmeno”.

L’importanza della vaccinazione

Poiché non esiste una terapia antivirale specifica per l’infezione da Rotavirus, il vaccino rimane l’arma più importante per combattere l’infezione. "Il virus si diffonde facilmente nelle comunità infantili sotto i cinque anni ed è ad alta trasmissibilità – ha affermato Francesco Vitale, ordinario di Igiene all’Università di Palermo e Responsabile UOC Epidemiologia clinica con registro Tumori A.O.U.P. Palermo -. Va inoltre considerato che è più presente d’inverno, stagione in cui le neonatologie e i pronto soccorso pediatrici sono più affollati per malattie respiratorie acute. Una situazione che rende più favorevole l’epidemia in ospedale. La gastroenterite che ne deriva è molto violenta, acuta, specie in bimbi sotto il primo anno di età e può dare una grave disidratazione, fino a portare al ricovero in terapia intensiva, addirittura si può arrivare al decesso. Però il vaccino è uno strumento molto efficace, più valido di qualsiasi altra forma di prevenzione".

Vaccinazione contro il Rotavirus: i dati in Sicilia 

L’introduzione in Sicilia della vaccinazione raccomandata nel piano regionale, che risale al 2013, ha inciso positivamente sulla riduzione dei casi. Da una media nel 2013 di 960 ricoveri in reparti pediatrici e neonatologia, "nei 4 anni successivi abbiamo abbattuto del 50% i ricoveri, pari a 450 – ha continuato Vitale -, un risultato importantissimo visto il danno che il virus può creare. Resta il fatto che non abbiamo ancora raggiunto una copertura ottimale". Specchio della frammentazione nazionale, il livello medio siciliano di adesione al protocollo vaccinale è del 60%, un dato da migliorare se lo si pone a confronto, ad esempio, con l’80% della Calabria e l’81% del Veneto. Sono le province della Sicilia occidentale a raggiungere uno standard migliore, mentre il centro e l’est della regione sono più penalizzate, con Messina che si connota come provincia più complessa da gestire in generale dal punto di vista vaccinale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sicilia indietro coi vaccini contro il Rotavirus, adesione soltanto al 60% su un obiettivo del 95%

PalermoToday è in caricamento