Il Rotaract Palermo Montepellegrino e il “rifugio minimo” per i senzatetto

Proietti, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando: "Una risposta al tema sociale più rilevante delle città metropolitane rispetto all’idea di cittadinanza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Tema sociale rilevante e centrale rispetto all’idea di cittadinanza “l’accoglienza dei senzatetto in periodo invernale” diventa punto focale dell’impegno di servizio per gli attivissimi giovani del club Rotaract Palermo Montepellegrico. Presentato, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dal Rotaract Club Palermo Montepellegrino il progetto “Rifugio Minimo”, il più rivoluzionario che un club abbia mai potuto concepire e realizzare. Si tratta dell’allestimento di “isole di accoglienza” puntuali da progettare nel cuore della città: moduli essenziali, concettualmente simili ai bivacchi in alta quota, ripari dalle intemperie e dai freddi rigidi, per offrire un posto tranquillo da cui non essere cacciati. Il rifugio minimo è una prima risposta immediata, per non farsi cogliere indifesi dal freddo della notte. Facilmente identificabili e riconoscibili, tali strutture possono, inoltre, favorire l’incontro e l’ascolto, costituendo così una prima cerniera di collegamento tra gli “invisibili” e i mediatori del sociale a Palermo, dove portare conforto e avviare possibili percorsi comuni.

"Il progetto – sottolinea il presidente Daniele Proietti - nasce dalla necessità di offrire un rifugio, un riparo dalle dimensioni contenute ai senzatetto che si trovano sul territorio cittadino". E continua il presidente del Club «Spesso riparati sotto portici o spazi coperti, i clochard, cercano di organizzarsi con i pochi mezzi a loro disposizione per ripararsi dal freddo e dalla pioggia. Il bisogno di un riparo sorge sia d’estate che d’inverno. Molti dormono semplicemente con una coperta che li ripara, altri magari con qualche capacità organizzativa più avanzata si inventano qualche rifugio spontaneo. Tali soluzioni risultano il più delle volte poco adeguate». Il “Rifugio Minimo”, presentato al molto attento e grato sindaco di Palermo, nella capitale mondiale dell’accoglienza, della solidarietà e del volontariato, è un modulo costituito da quattro pezzi, facilmente trasportabile, realizzato in cartone strutturato tipo “vulcano” con una buona resistenza agli agenti atmosferici.

I punti di forza del progetto sono la trasportabilità e la replicabilità a costi contenuti. L’involucro esterno è costituito da tre parti che, tramite cordonature, possono essere piegate e trasportate facilmente come se fossero delle valigie. Gli incastri avvengono mediante dentelli in cartone sagomati in modo tale da garantire la resistenza dell’intero modulo. Ogni rifugio una volta montato ha una lunghezza di 1,90m (adeguato al riposo notturno) ed un’altezza di circa 1,00m (adatto per poter stare all’interno seduti magari per leggere un libro). La produzione avviene in serie, mediante sagome in cartone adeguatamente tagliate con macchina a controllo numerico. Il costo contenuto di ciascun modulo ne rende facile la replicabilità nel tempo e nello spazio. Oltre alla struttura esterna (l’involucro) il “kit” di montaggio prevede anche un coperchio che permetterà di garantire la forma e di riparare il clochard, in posizione distesa, dalla parte della testa. «Per raggiungere il modello che oggi abbiamo realizzato sono state effettuate varie prove mediante modelli in scala e due prototipi, per studiare nel miglior modo possibile gli attacchi e le proporzioni tra le varie parti» ribadisce Daniele Proietti a nome di tutti i soci che, sinceramente, si sono contraddistinti per umanità, senso del servizio, prossimità al bisogno.

Con il progetto Rifugio Minimo si mira anche a poter offrire agli spazi urbani in cui verranno collocati i moduli qualità estetica. Non più rifugi o ripari approntati e confusi, ma un unico riparo: riconoscibile, adatto alle esigenze e facile da trasportare o, semplicemente, da smontare. «E’ nostra ferma convinzione che lo status di senzatetto non debba essere immaginato come immutabile nel tempo. Attraverso il nostro progetto offriamo un riparo temporaneo, che necessita per quel determinato frangente di vita. Si auspica sempre in un riscatto di questi esseri umani che possono evolvere la loro condizione verso nuove fasi che non debbano prevedere la permanenza nelle pubbliche vie. Il senzatetto va aiutato ma si deve sempre operare affinché tali uomini e tali donne possano abbandonare quello status sociale per aspirare a qualcosa di diverso, di migliore» ha concluso il presidente del Club Rotaract Palermo Montepellegrino.

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