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Rosario Basile

Rosario Basile

Caso Ksm, la sentenza: "Relazione con ex dipendente, quel bimbo è figlio di Basile"

A stabilirlo è stato il tribunale civile che ha condannato l'ex patron dell'istituto di vigilanza privata a pagare un risarcimento di 28 mila euro. Contestata anche la violenza privata ai danni del bambino (avrebbe tentato di recuperare con la forza il dna del piccolo)

Rosario Basile, ex presidente della Ksm, è effettivamente il padre del bimbo nato da una relazione extraconiugale con una sua ex dipendente. A stabilirlo è stato il tribunale civile che ha contestualmente condannato Basile a pagare un risarcimento di 28 mila euro, a fronte dei 200 mila richiesti dalla madre del piccolo, Valentina Giunta, attraverso il suo legale, Antonella Arcoleo.

Una vicenda tutta privata che, però, nei mesi scorsi aveva portato all’arresto di Basile (difeso dagli avvocati Nino Caleca, Roberto Mangano, Antonio Ingroia e Francesca Russo), che, secondo il sostituto procuratore Siro De Flammineis, avrebbe messo in atto tutta una serie di pressioni e violenze nei confronti della donna proprio per evitare di riconoscere il figlio. Un filone di indagine che è stato chiuso qualche giorno fa e per il quale la Procura si appresta adesso a chiedere il rinvio a giudizio di Basile e di altre otto persone.

L’ex patron della Ksm, già durante l’interrogatorio di garanzia, mesi fa, aveva detto che avrebbe voluto riconoscere il bambino, anche alla luce dell’esito della prova del dna, che ne dava per certa la paternità al 99 per cento. Un riconoscimento che adesso è stato sancito dal tribunale civile. Sul fronte penale, però, con la chiusura di questa parte delle indagini, il pm ha deciso di contestare a Basile anche la violenza privata ai danni del bambino perché avrebbe tentato di recuperare con la forza il dna del piccolo. 
 

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