Resti umani a Roccamena, test del dna su familiari persone scomparse

Il Ris dei carabinieri ha eseguito l'esame sui congiunti di quattro persone sparite tra gli anni Sessanta e Settanta per tentare di risalire all'identità dei sette scheletri ritrovati in contrada Casalotto. Resta in piedi l'ipotesi di un cimitero della mafia

Il Ris dei carabinieri ha prelevato quattro dna ad altrettanti famigliari di persone scomparse tra gli anni Sessanta e Settanta per tentare di risalire all'identità dei sette scheletri ritrovati il mese scorso in una grotta naturale di contrada Casalotto, a Roccamena. Gli inquirenti hanno dunque ristretto il campo e stanno seguendo una pista più precisa per risolvere il giallo.

Secondo i sostituti procuratori Sergio Demontis e Siro De Flammineis che coordinano le indagini quello ritrovato a Roccamena potrebbe essere un cimitero di mafia, un punto in cui sarebbero state sepolte persone eliminate con il metodo della lupara bianca. Oltre agli scheletri, nella grotta, è stata anche ritrovata una scarpa da donna di colore rosso. La presenza dell'ossario, che si trova in una zona particolarmente impervia, era stata segnalata alla Procura da una fonte confidenziale.

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