Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Raid in casa del pm Tartaglia: indaga sulla trattativa Stato-mafia

E' accaduto giovedì mentre il magistrato era impegnato in un'udienza del delicatissimo procedimento: sembra però che non manchi nulla. Intensificate le misure di sicurezza. Elevate al massimo livello quelle per il giudice Di Matteo

Situazione molto delicata e tensione alle stelle al Palazzo di Giustizia di Palermo. Prima le lettere anonime al sostituto procuratore Nino Di Matteo, pm principale nel processo sulla trattativa Stato-mafia; poi le intercettazioni di un mafioso della Noce dove dice che Francesco del Bene "deve morire". Adesso l'intrusione in casa del magistrato Roberto Tartaglia. E' accaduto giovedì mentre era impegnato in un'udienza del delicatissimo procedimento. Fatti inquietanti che hanno spinto il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza a rafforzare le misure di protezione.

 Tartaglia, rientrato a casa in pieno centro di Palermo, ha trovato la serratura forzata: ignoti hanno rovistato ovunque e sembra che non manchi nulla. Già scortato da due carabinieri, è stato deciso nella riunione di ieri, come riferisce l'edizione online di Repubblica, di intensificare i controlli, prevedendo anche l'installazione di alcune telecamere. Per Di Matteo, invece, destinatario anche di una lettera anonima che rivelava il piano per un attentato, è stato deciso dall'Ufficio centrale scorte di elevare al massimo livello il dispositivo di sicurezza.

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