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Sessanta anni fa la strage di via Maqueda, Orlando: "Ricordare vittime è dovere morale"

Era il 1960 e anche nel capoluogo siciliano la folla protestò contro il governo Tambroni. Durante la manifestazione i poliziotti spararono sulla folla uccidendo tre manifestanti e una passante

Il sindaco Leoluca Orlando, insieme agli assessori Marano, Catania e Giambrone, si è recato questa mattina in via Maqueda per ricordare la strage, all’angolo con via Spinuzza, dell’8 luglio del 1960, in cui rimasero uccisi tre manifestanti del corteo contro l'ingresso del MSI nel Governo e una donna raggiunta accidentalmente nella propria abitazione da uno dei colpi sparati dalla Polizia: Giuseppe Malleo di 16 anni, Andrea Cangitano di 14 anni, Francesco Vella operaio di 42 anni e Rosa La Barbera di 53 anni.  

"Anche quest'anno e ancor più in questo momento storico e politico del nostro Paese - ha detto  Orlando - è per tutti noi un dovere morale e civile ricordare quei quattro nostri concittadini caduti per la assurda e inaccettabile violenza di Stato. Oggi più che mai abbiamo il dovere di ricordare e fare memoria del sacrificio di chi si batté per la democrazia, per i diritti di tutti e contro il ritorno del fascismo alla guida del nostro Paese. Fare memoria dell’8 luglio non è solo il ricordo del passato, ma impegno per un futuro migliore".

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