Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Lungomare Cristoforo Colombo, 4521

La campana di un vascello del 1500 ritrovata in mare, il reperto trasferito al Roosevelt

La scoperta durante un’esplorazione nelle acque dell’agrigentino porta alla luce l'antico oggetto del Sedicesimo secolo. Trasportata nella sede della Soprintendenza del Mare, si trovava vicino ad uno dei cannoni del vascello armato con pezzi da artiglieria che trasportava zolfo

La campana di un antico vascello riportata alla luce. È la scoperta della Soprintendenza del Mare, con sede al Roosevelt, e dei volontari di BCsicilia che, durante un’esplorazione nelle acque dell’agrigentino, davanti alla spiaggia di San Leone, hanno rinvenuto l’antico reperto del Sedicesimo secolo. Il ritrovamento è stato effettuato grazie ad un’ottima visibilità del mare, evento molto raro dato fondale fangoso dell’area. La campana è stata individuata a circa 15 metri di profondità, vicino ad uno dei cannoni del vascello del 1500, armato con pezzi da artiglieria, che trasportava zolfo. 

Ottenuta telefonicamente l’autorizzazione al recupero, i sub si sono immersi nuovamente e, una volta geoposizionato il reperto, hanno proceduto a video-fotografare le operazioni di recupero e a trasportarlo a bordo della barca di appoggio. Il prezioso oggetto archeologico è stato successivamente trasferito al Roosevelt, il Centro operativo della Soprintendenza del Mare e preso in consegna dall’archeologa Antonella Testa. Il team subacqueo era composto da Stefano Vinciguerra, della Soprintendenza del Mare, Luigi Bisulca, della Soprintendenza di Agrigento, e Salvatore Ferrara, dell’Associazione BCsicilia. Fondamentale per la riuscita dell’operazione è stato il supporto logistico della Lega Navale di Agrigento - Porto Empedocle con la presenza di Mimmo Argento.  

Il Soprintendente del Mare pro tempore Stefano Biondo ha predisposto un immediato intervento di pulitura della campana per verificare se fosse inciso il nome della nave e il periodo, notizie che aprirebbero interessanti scenari nella individuazione dell’antico vascello che giace da circa cinque secoli nei fondali siciliani. Per l’archeologo Sebastiano Tusa, Assessore regionale ai Beni Culturali e già Soprintendente del Mare “il ritrovamento di oggetti inerenti un relitto è sempre un’emozione e un’occasione per approfondire le caratteristiche dell’imbarcazione e la sua storia. Ma attraverso i reperti che si recuperano ‘sentiamo’ anche la storia degli uomini che vissero quella tragedia”. Per Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia, invece, “l’interessante rinvenimento, dimostra l’importanza della collaborazione che può aprire scenari impensabili nel recupero della grande ricchezza che ospita ancora il mare che circonda l’isola”. 

L’utilizzo delle campane a bordo delle navi risale ai tempi delle imbarcazioni a vela. Appesa sul castello serviva a battere il tempo, avvisava l’equipaggio del cambio dei turni di guardia, veniva utilizzata come allarme generale o segnalava un incendio a bordo, e a colpi lenti e cadenzati, durante la nebbia, avvertiva della presenza per la nave all’ancora. Nella vita quotidiana a bordo della nave la campana scandiva i vari momenti e le attività: veniva usata per avvertire l’equipaggio del momento dei pasti, dava la sveglia ecc. Con il passare del tempo le campane furono sostituite dai fischi e trombe.

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