Cronaca

Ritorno shock da Oslo per 100 turisti “Sequestrati e trattati come bestie”

Accogliamo il racconto di Alice Sparacino, tornata ieri dalla Norvegia e rimasta intrappolata all'aeroporto Falcone-Borsellino quasi un'ora in una stanza chiusa e senza aria condizionata

L'aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino

Il ritorno da una vacanza, lo si sa, è sempre un po’ traumatico… ma di certo non si aspettavano tanto i passeggeri del volo Oslo-Palermo atterrato ieri sera in perfetta puntualità all’aeroporto Falcone e Borsellino. Qualcosa non è andato per il verso giusto e il centinaio di passeggeri, fra cui diversi turisti provenienti dalla penisola Scandinava sono rimasti intrappolati per circa un’ora. Pubblichiamo integralmente il racconto di una delle persone che ha vissuto questa odissea, Alice Saracino, giovane palermitana.

Era stato un volo molto sereno ed alquanto divertente quello che da Oslo ha condotto oggi pomeriggio fino a Palermo un centinaio circa di passeggeri, siciliani e non. Fino al loro arrivo all’aeroporto Falcone e Borsellino del capoluogo siciliano. L’atterraggio più che puntuale è stato infatti seguito da un vero e proprio sequestro di tutti i passeggeri nella stanza adiacente la dogana in cui i malcapitati sono stati abbandonati dalla navetta dell’aeroporto ed accolti da tutte le porte di vetro chiuse a chiave. I passeggeri sono stati fatti entrare in questa stanza con tutte le finestre chiuse e priva sia di aria condizionata che di sedie e sono stati costretti a rimanervi intrappolati dentro per circa mezz’ora. Dopo numerosi minuti di attesa in condizioni indecenti hanno provato ad uscire dalla porta da cui erano entrati per tornare quantomeno all’aria aperta, ma sono stati obbligati dal personale addetto allo scarico bagagli a rientrare nella stanza incriminata dal momento che la sosta sulla pista aeroportuale è vietata. In barba al cartello di divieto esposto, un passeggero ha aperto le porte di emergenza facendo scattare l’allarme nella vana speranza che qualcuno venisse così a liberare la folla.

Ovviamente non è stato sortito alcun effetto se non l’ulteriore disturbo per gli astanti provocato dal rumore della sirena. Tra la rabbia di chi stava per perdere coincidenze, il disagio di chi aveva urgenza di utilizzare i bagni, i pianti di neonati insofferenti, la stanchezza di persone anziane che non avevano dove sedersi se non a terra, le denunce telefoniche alle forze dell’ordine, le facce atterrite di norvegesi sconvolti… i passeggeri hanno anche iniziato a bussare disperatamente sulle porte di vetro e a gridare. Ma nessuno si è degnato di ascoltarli neanche stavolta.  Dopo circa trenta minuti di attesa in condizioni simili al peggior film di sequestro lo
Spiderman di turno si è arrampicato sulle porte di vetro scavalcandole.  Così è prontamente arrivato un uomo in divisa bianca con delle chiavi in mano che ha aperto una porta mentre la gente continuava a gridare “Vergogna, vergogna”. Molti hanno riconosciuto in questo individuo lo stesso uomo in divisa bianca che passeggiava dall’altro lato delle porte al momento dell’arrivo dei passeggeri nella stanza e che si era tempestivamente allontanato mentre si intratteneva in una conversazione telefonica senza più fare ritorno sino a quel momento.

Mentre questa esperienza incivile ed incresciosa si svolgeva sono state fatte numerose riprese video dell’accaduto dai passeggeri ed uno di questi ha scattato una foto all’uomo in divisa bianca, che, accortosi della cosa, ha letteralmente aggredito l’improvvisato fotoreporter minacciandolo fisicamente e strattonandolo senza averne naturalmente alcun titolo. Questo passeggero è stato fermato da un uomo delle Forze dell’Ordine in borghese e non si è potuto subito recare insieme agli altri compagni di sventura a ritirare i bagagli da stiva che giacevano sul rullo da tempo immemore. E’ stato tra l’altro ingiustamente accusato di aver insultato verbalmente l’uomo in divisa bianca, mentre in realtà si è solo limitato a scattare una foto e non ha mai proferito parola sino a quando non ha subito l’aggressione fisica. I passeggeri che desideravano denunciare l’accaduto alla polizia aeroportuale sono stati sballottati da un piano all’altro trovando sempre e solo Posti di Polizia chiusi a chiave mentre il personale dell’aeroporto si allertava vicendevolmente del malcontento e le Forze dell’Ordine latitavano. Che l’aeroporto di Palermo non brillasse per servizi era noto a tutti, ma è bene precisare che oggi in questo luogo alcune persone sono state trattate come bestie, abbandonate ad un destino ignoto e sequestrate tra quattro mura, senza peraltro ricevere le scuse di nessuno né spiegazioni. L’identità dei “sequestratori” resta ignota, ma è bene che questa notizia venga invece divulgata.

Abbiamo provato a contattare l’Enac nelle ultime ore ma non è stato possibile avere una replica. Gesap, invece, grida al danno d'immagine: “Domani stesso – ha dichiarato Carmelo Scelta, direttore generale - chiederemo all’Enac di convocare una riunione con Dogana e Guardia di Finanza, veri protagonisti di questa vicenda perché l’aeroporto ha subito un danno d’immagine non indifferente essendo che grazie alla tratta con Oslo facciamo incoming, e soprattutto accogliamo passeggeri che portano sviluppo al nostro territorio”.

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