Amat, stipendi in ritardo per l’ennesima volta: “Il piano di risanamento non decolla”

A lanciare l'operazione verità sulla gestione della società è Carlo Cataldi, coordinatore regionale Cobas Tpl Lavoro Privato: "Servizio scadente è colpa del continuo balletto tra Regione e Comune sui trasferimenti di denaro"

"Se l'Amat offre alla cittadinanza un servizio scadente è colpa del continuo balletto tra Regione e Comune sui trasferimenti di denaro, nonché dei cortocircuiti tra le stesse strutture comunali". Così Carlo Cataldi, coordinatore regionale Cobas Tpl Lavoro Privato, che lancia l'operazione verità sulla gestione della società "con i conti non a posto malgrado i sacrifici imposti dal sindaco Orlando con la direttiva sui disallineamenti". La prova è l'ennesimo ritardo nell'erogazione degli stipendi che, come ha confermato il presidente Michele Cimino con una comunicazione ufficiale, subiranno un ritardo. 

"È arrivato il momento di dire basta - sostiene Cataldi - dipendenti e cittadini non possono più tollerare una politica politicante che promette e non mantiene. Per eliminare i disallineamenti è stato eroso il capitale sociale dell'Amat (passato da 99 a 39 milioni) e il piano di risanamento imposto alla società ad oggi non è ancora decollato, ma è rimasto intrappolato in pastoie burocratiche. Insomma, fiumi d'inchiostro e nessun effetto operativo". La ricapitalizzazione, uno dei punti caratterizzanti del piano di risanamento, "non pare essere all'ordine del giorno. Anzi, i fondi destinati all'Amat, e quindi agli utenti-clienti che usufruiscono del servizio di trasporto pubblico, rimangono impantanati alla Regione e alla ragioneria municipale. E per di più lo stesso Comune pretende tasse non dovute come Tosap e Tari" denuncia Cataldi. Nel mirino anche l'operato dei dirigenti Amat: "Pur beneficiando delle indennità aggiuntive non sono in grado di far funzionare i vari rami aziendali. Il risultato è che la società soffre anche per l'incapacità di chi dovrebbe dare una svolta sul fronte dei ricavi ed invece colleziona solo flop".

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A gennaio, dopo una riunione con il sindaco, i Cobas e tutti gli altri sindacati hanno revocato lo sciopero "per senso di responsabilità". Adesso però, afferma Cataldi, "è palese che le garanzie fornite sull'assetto economico-finanziario dell'Amat siano state disattese". Infine il coordinatore dei Cobas Tpl bacchetta l’azienda per come sta affrontando l’emergenza Coronavirus: "C’è una direttiva del presidente Cimino che detta le norme di comportamento per i dipendenti, eppure ai nodi manca persino il sapone". 

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