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Alberto Samonà

Alberto Samonà

Ristoro per i mesi di chiusura per i concessionari dei servizi aggiuntivi dei musei

Lo prevede una circolare regionale. L'assessore ai Beni culturali Samonà: "Legittime le richieste dei gestori, si tratta di imprese che hanno subito grave danno dalla chiusura"

I concessionari dei “servizi aggiuntivi” di parchi archeologici e musei avranno diritto di accedere al ristoro riconosciuto ai luoghi della cultura non statali per i minori introiti derivanti dalla vendita di biglietti, registrata nel periodo dall'1 marzo al 31 maggio 2020. Lo prevede una circolare a firma del dirigente generale, Sergio Alessandro, emanata a seguito dell’atto di indirizzo con cui l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà ha riconosciuto loro la legittimazione ad accedere alla quota parte del “Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali di cui all’articolo 183, comma 2, del D.L. n. 34 del 2020” destinato al sostegno dei musei e dei luoghi della cultura non statali.

"Ho dato precise disposizioni - dichiara l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà - affinché i gestori dei servizi aggiuntivi dei luoghi della cultura possano avere accesso al ristoro per i mancati introiti determinati dalla chiusura dei musei durante il periodo del "lockdown". Ho ritenuto, infatti legittima - confortato, peraltro, da un parere richiesto al MiBact che non ha escluso questa possibilità - la richiesta delle imprese di gestione dei servizi museali, di ricevere un sostegno economico per il mancato introito determinato dalla contrazione degli accessi ai musei durante la chiusura della scorsa primavera. Se avessimo escluso dai benefici i concessionari dei servizi aggiuntivi - aggiunge l’assessore Samonà - come Governo regionale avremmo determinato un grave e inaccettabile pregiudizio verso una categoria di operatori che è essenziale alla buona gestione dei beni culturali della Sicilia".

"La circolare dei Beni Culturali, in linea con le disposizioni contenute nel decreto MiBact 297 del 26 giugno scorso - si legge in una nota - prevede per i gestori dei servizi aggiuntivi la possibilità di richiedere il risarcimento per mancati incassi nella misura corrispondente all'identico periodo del 2019, limitatamente alla quota contrattuale, ovvero all’aggio, in relazione all’emissione dei biglietti. I siti dotati di autonomia finanziaria e di conto corrente provvederanno, quindi, alla liquidazione delle somme spettanti al concessionario, mentre per quanto riguarda i restanti siti la competenza resterà in capo di Dipartimento dei Beni Culturali".

"L’intervento del governo regionale, con l’assessore ai Beni culturali Alberto Samonà, mette fine ad una questione che rischiava di appesantire ulteriormente lo stato di crisi dei lavoratori della Cultura - interviene il presidente di Legacoop Sicilia Filippo Parrino - e, nello stesso tempo, di danneggiare ancora di più un settore importantissimo, fondamentale oggi più che mai per la ripartenza. Le imprese che gestiscono i servizi nei luoghi della cultura in questi anni si sono distinte per innovazione e professionalità, hanno aumentato e reso più sciolti i servizi e la qualità dell'offerta; e hanno investito, parecchio, sul territorio e sulla professionalità dei giovani. Riconoscere i ristori è un modo per convalidare il ruolo di queste imprese per la crescita della Sicilia. Oggi è necessario - conclude Parrino - che la politica ascolti gli operatori economici, e che le forze di governo sostengano le imprese, partendo dagli asset più colpiti della pandemia, ovvero cultura e turismo. Se abbiamo classe dirigente, è questo il momento di scendere in campo, in fretta e bene!".

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