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Il Sir John

Il Sir John

Quando Palermo si divertiva al Sir John: "Adesso è una bomba ecologica"

Incubo eternit nel vecchio disco-ristorante di via Messina Marine, tempio della movida del passato, ormai ridotto a cumulo di macerie. Presentato esposto al comando di via Dogali. Sabrina Figuccia (Udc): "Negli anni il numero dei morti per tumore sarebbe aumentato di molto"

Chiedilo a un "ragazzo" di sessant'anni cos'era il Sir John. Lui ti risponderà. Se vuoi toccare sulla fronte "il tempo che passa volando" basta soffermarsi sulle macerie del vecchio disco-ristorante. Qua, dove Palermo diventa Villabate, un tempo si fabbricavano pizze e divertimento. Uno dei tanti luoghi abbandonati della città. Sir John, mostro sacro della movida palermitana che fu: sotto la cenere dei ruggenti anni Ottanta adesso cova soltanto un senso di smarrimento, impotenza e rabbia. Va tutto a pezzi. Tutto distrutto, mentre le famiglie che vivono attorno reclamano il diritto a una vita più salubre, lontana dall'incubo eternit.

Via Messina Marine, sponda est della periferia cittadina. Cinque sale matrimonio, 1.600 metri quadrati piombati nel dimenticatoio. E' un labirinto buio questo dedalo di maxistanze piegate dall'abbandono. Un gigante di cemento in agonia da 30 anni. L'hanno lasciato solo col suo destino, e lui si è arreso come una vecchia gloria che riposa in pace.

Il vento ha scoperchiato tutto. Sedie e tavolini squassati, bottiglie, piatti, porte in frantumi. Qualche anno fa l'intervento dei vigili del fuoco dopo l'ennesimo allagamento. Ultimi segni di vita. L'area attende una bonifica mentre spadroneggiano infiltrazionie soprattutto eternit. “L’ex ristorante Sir John di via Messina Marine è una bomba ecologica pronta ad esplodere da un momento all’altro”, tuona adesso Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell’Udc. 

Sabrina Figuccia 2-2-2Gli atti vandalici sono all'ordine del giorno anche se ormai saccheggiare qualcosa qua dentro è come borseggiare un clochard a inizio giornata. Tutt'attorno, dove c'è vita, l'incubo si chiama amianto. "Chiusa da tantissimo tempo - dice Figuccia - la struttura abbandonata e più volte vandalizzata che si trova quasi al confine con il territorio di Villabate, contiene una grande quantità di eternit, il pericolosissimo materiale composto da amianto, che sbriciolandosi, si disperde nell’aria. Infatti, alcuni residenti della zona hanno denunciato più volte la situazione, senza però alcun esito. Anzi, negli anni il numero dei morti per tumore sarebbe aumentato di molto".

Dai tetti oscillano cavi e fili di rame. Giù in fondo, nel buio che più buio non si può, c'è una vecchia sala privè. Resti di un brindisi antico. Sapori sbiaditi. Ricordi blindati in queste pareti ormai scrostate dall'umidità e che avrebbero tante cose da raccontare. "In questi giorni - chiude Sabrina Figuccia - ho inviato un esposto-denuncia al comandante della polizia municipale e al Nopa, il nucleo tutela ambientale, affinché dispongano subito un sopralluogo della zona e mettano in sicurezza l’intera zona, con la bonifica attraverso le aziende partecipate del Comune”. All'interno restano le macerie. C'è anche lo "scheletro" del palco-discoteca. Qua si ballava all'aperto, si sfilava: un'immagine sgualcita di ciò che c'è stato. Chiedilo a un "ragazzo" di 60 anni cos'era il Sir John. Sì, lui ti risponderà.

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