Domenica, 21 Luglio 2024
Indagano i carabinieri / Carini

La rissa e gli spari al Mob, il diciottenne fermato resta in carcere: "Volevo solo interrompere la lite"

Il gip ha convalidato l'arresto del ragazzo dello Zen inquadrato dalle telecamere della discoteca mentre esplode 4 colpi in aria. Lui si è difeso sostenendo di aver trovato l'arma fuori dal locale. Lo sfogo di uno dei titolari: "Vittime di bande di giovani delinquenti che si rifiutano di rispettare le regole"

Durante l'interrogatorio di garanzia avrebbe detto di aver trovato la pistola su un muretto davanti al locale e di aver sparato quei colpi in aria solo con l'intento di fermare la rissa. Ma la versione del diciottenne fermato dopo i fatti accaduti al Mob di Carini la sera di venerdì scorso non ha convinto. E così il gip Maria Cristina Sala ha convalidato il fermo del ragazzo dello Zen, Manuel Catalano, e ha disposto la misura cautelare in carcere con l'accusa di tentato omicidio e porto abusivo di arma. Intanto il titolare della discoteca - in un lungo post su Facebook - si dice rammaricato per la decisione di sospendere la licenza al locale per un mese: "Non risolverà il problema - scrive - ma al contrario l’avrà data vinta a chi ha voluto in qualche modo creare un atto doloso nei confronti di un’attività sana che non si è mai piegata davanti a niente e nessuno"

Le indagini

Il giovane, ripreso mentre sparava i colpi in aria, ha cercato di derubricare il gesto come una semplice "bravata". Di fronte al video che lo immortala con pistola in pugno infatti ha raccontato di non essere uscito da casa con una pistola ma di averla trovata davanti al Mob e di averla scambiata per una pistola giocattolo. Il diciottenne - che studia in un istituto professionale ed è incensurato - ha aggiunto di essere capitato per caso in mezzo alla rissa che ha visto coinvolte decine di persone, tra cui un suo carissimo amico. Da qui la decisione di esplodere i colpi in aria con l'arma che poi avrebbe abbandonato una volta uscito dal locale. Il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Alessia Sinatra gli contestano il tentato omicidio e il porto abusivo di arma. Il legale del diciottenne invece, l’avvocato Francesca Russo, contesta la ricostruzione dell’accusa e ritiene che ci siano i margini per un immediato ricorso al tribunale del Riesame per chiedere alla scarcerazione dell’indagato.

Lo sfogo su Facebook del titolare del Mob

Intanto Vincenzo Grasso, uno dei titolari della discoteca e presidente di Silb Confcommercio Palermo, affida ai social il suo stato d'animo dopo i fatti di venerdì. "Ancora scosso per quanto accaduto - scrive - voglio innanzitutto ringraziare le forze dell’ordine che in così poco tempo, grazie al materiale che abbiamo fornito e alle loro investigazioni, hanno arrestato i colpevoli. Si è trattato di un episodio gravissimo e anche se grazie al cielo non è sfociato in una tragedia, ci è mancato davvero poco. Purtroppo da mesi ho denunciato gravi atti delinquenziali che avvengono nei pochi locali autorizzati della nostra città. Vere e proprie bande di giovani delinquenti, spesso appartenenti ai soliti quartieri malfamati, che si rifiutano di rispettare le regole e in tutti i modi pretendono di fare ciò che vogliono. Non accettano di pagare i biglietti d’ingresso o i cocktail al bar, minacciano il personale, spesso anche con violenza, generano risse ingiustificate, non gli importa se il club di turno ha raggiunto la capienza consentita, non serve alcun braccialetto di riconoscimento per entrare in un’area privee, l’unica cosa che conta è ottenere ciò che vogliono e dimostrare la loro forza".

E la cronaca degli ultimi mesi è piena di questi di episodi. "Purtroppo - continuna Grasso - a pagare il prezzo più alto siamo noi imprenditori, che da un giorno all’altro, senza alcuna responsabilità, ci ritroviamo con le attività chiuse e con i nostri dipendenti disoccupati. Questa non è la Sicilia, questa non è Palermo, questi non sono i clienti dei nostri locali, questo è un vero e proprio problema sociale, ed è impensabile che venga risolto da noi imprenditori o dai semplici addetti alla sicurezza, ma è necessario che lo Stato ponga la giusta attenzione a riguardo e, di concerto con le associazioni di categoria, vengano studiate e adottate delle soluzioni per garantire che la città possa continuare a offrire divertimento e in sicurezza e che episodi gravissimi come l’ultimo accaduto rimangano solo un brutto ricordo".

"Il Mob Disco Theatre - aggiunge Grasso - è un fiore all’occhiello del clubbing nazionale ed internazionale, apprezzato dai migliori artisti al mondo e che da ormai quindici anni offre alla città la possibilità di vivere spettacoli e intrattenimento al pari delle grandi città europee. Chiuderlo per 30 giorni non risolverà il problema, ma al contrario l’avrà data vinta a chi ha voluto in qualche modo creare un atto doloso nei confronti di un’attività sana che non si è mai piegata davanti a niente e nessuno. Vi posso garantire una cosa, non ci abbatteremo ma al contrario ci rialzeremo e continueremo a investire le nostre risorse e credere nei nostri progetti e nei nostri sogni, il Mob Disco Theatre presto riaprirà - conclude - e ritornerà a offrire con ancora più determinazione spettacoli, intrattenimento e cultura alla nostra città".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La rissa e gli spari al Mob, il diciottenne fermato resta in carcere: "Volevo solo interrompere la lite"
PalermoToday è in caricamento