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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca Carini

Dopo la rissa e gli spari alla discoteca Mob, il Tar conferma: "Giusto chiuderla"

I giudici amministrativi hanno rigettato il ricorso contro il provvedimento della questura che aveva sospeso per un mese l'attività del locale di Carini in seguito al grave episodio di violenza avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 dicembre

La seconda sezione del Tar ha respinto l'istanza cautelare del provvedimento con cui, alla fine di dicembre, il questore aveva sospeso per un mese la licenza alla discoteca Mob di Carini, dando quindi ragione alla polizia che - per tutelare l'ordine pubblico - aveva disposto la chiusura dell'attività.

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Una decisione, quella della questura, nata dal procedimento istruito dalla Divisione di polizia amministrativa e sociale, presa dopo una violenta rissa, avvenuta nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, in cui erano state coinvolte una cinquantina di persone e al termine della quale erano stati sparati anche alcuni colpi di pistola.

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I giudici amministrativi adesso hanno respinto il ricorso dei titolari della discoteca perché "le doglianze prospettate non appaiono meritevoli di positiva considerazione" in relazione alla congruenza tra i gravi fatti avvenuti nella discoteca e la finalità preventiva perseguita dal provvedimento della questura e considerato "il corretto bilanciamento tra l'interesse, costituzionalmente protetto, allo svolgimento dell'attività economica e la tutela della pubblica incolumità".

Non si fa attendere la replica di Vincenzo Grasso, socio del Mob e dirigente nazionale Silb Confcommercio (sindacato di categoria discoteche): "Sono estremamente rammaricato per i momenti di paura vissuti e di violenza che abbiamo dovuto vivere a causa dell’azione di soggetti delinquenti. È l’ennesima batosta, perché dopo aver subito già un mese e mezzo di chiusura per via del sequestro probatorio imposto dal giudice per le indagini, è chiaro che rimanere chiusi ulteriormente per altri trenta giorni - di cui dieci già scontati - è un ulteriore danno per noi e per tutti i nostri dipendenti. È chiaro che gli atti che si sono verificati sono l’ennesimo accadimento che è stato ampiamente denunciato in passato di criminali che vengono nelle nostre attività a creare atti gravissimi di violenza. Chi crea risse nei luoghi pubblici va punito severamente. Comprendo e rispetto le sentenze e i provvedimenti. Sono fermamente fiducioso nel lavoro che vorranno fare le istituzioni preposte nel non voler penalizzare il lavoro impegnativo della nostra categoria, con urgenti normative che puniscono i veri colpevoli. Il segnale deve essere giustizia che tutela il lavoro e punisce chi delinque. Strumenti che possano realmente punire e condannare chi compie questi atti gravi di violenza e non gli imprenditori, i dipendenti e gli utenti che da un lato vogliono solo fare il loro lavoro in totale sicurezza e serenità e gli utenti possono essere liberi di divertirsi senza che venga messa a rischio la loro sicurezza e la loro incolumità". 

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