Calci, pugni e lancio di sedie: rissa con 2 feriti all'incontro della lega giovanile bengalese

Si è conclusa con uno scontro tra fazioni interne la conferenza organizzata in vicolo Tornabene, alla Noce. Sul posto la polizia e la Digos che ha temporaneamente vietato al gruppo di organizzare ulteriori incontri pubblici

L'intervento della polizia in via Ruggerone da Palermo

Insulti, calci, pugni e lancio di sedie alla conferenza della lega giovanile bengalese. E’ di due feriti il bilancio della rissa avvenuta ieri sera nei locali adiacenti alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù di vicolo Tornabene, nella zona della Noce, affittati per l’occasione dai componenti del gruppo politico. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti di polizia, il personale della Digos e le ambulanze del 118. Vietati temporaneamente nuovi incontri alla lega giovanile, formalmente non riconosciuta al di fuori dei confini del Bangladesh.

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Durante i tafferugli due uomini di 35 e 40 anni sono rimasti feriti alla testa prima di essere soccorsi e portati in ospedale. Lo scontro avrebbe riguardato due fazioni interne alla lega giovanile bengalese, quella storica e una seconda nata da poco più di due anni. La presenza all’evento pubblico di alcuni sostenitori del gruppo più recente non è stata gradita e sono bastati i primi scambi di battute perché la situazione degenerasse, trasformando quei locali e la strada in un ring senza esclusione di colpi.

Alle 22 via Ruggerone da Palermo e vicolo Tornabene era piena di gente: poliziotti, curiosi e gli stessi bengalesi che poco prima avevano partecipato alla riunione. Una striscia di asfalto dove poco prima i contendenti se le sono date di santa ragione, arrivando fino al lancio di sedie che ha causato i due feriti. I poliziotti hanno identificati alcuni dei presenti e avviato le indagini per cercare di fare luce sulle ragioni dello scontro, prima verbale e poi fisico, tra le due correnti della lega giovanile bengalese.

Che la conferenza avrebbe potuto nascondere tensioni lo avevano immaginato in tanti. Ore prima il consigliere della Consulta delle culture, il bengalese Md Alamin, aveva infatti pubblicato un post sui social: "Prego dal profondo del mio cuore che l’incontro si terrà serenamente e pacificamente". "Sono stato invitato - ha spiegato poi a PalermoToday - ma non ho potuto partecipare. Mi spiace che la nostra comunità potrà essere associata a questo fatto di cronaca. Chiedo a tutti un maggiore impegno per evitare di ripetere gli stessi errori. Va bene portare la propria cultura politica, ma supportare le idee o un partito con la violenza è una brutta cosa".

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