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Cronaca Partanna-Mondello

"Non c'entra nulla con la rissa di Mondello", archiviata l'inchiesta per un diciannovenne

Il gip ha emesso un decreto di archiviazione per Matteo Ameduri. Il giovane, inizialmente arrestato e messo ai domiciliari, era stato scarcerato grazie alle indagini difensive che oggi lo scagionano definitivamente. Il suo avvocato ha dimostrato che quella sera si trovava nel Trapanese con la sua famiglia

Finisce l’incubo per Matteo Ameduri, uno dei giovani arrestati a giugno dell’anno scorso per una rissa scoppiata a Mondello e finita con due ragazzi accoltellati. Il giudice per le indagini preliminari Marco Gaeta ha firmato il decreto di archiviazione nei confronti del diciannovenne, inizialmente messo ai domiciliari e poi scarcerato dallo stesso gip, grazie alle indagini difensive che hanno acclarato una circostanza non da poco: il ragazzo quella sera si trovava con la famiglia nella zona del Trapanese.

L’episodio di violenza, risalente al 7 giugno, avvenne nel lungomare di Mondello. L’antefatto sarebbe stato individuato in un lite avvenuta poche ore prima nella zona di Colapesce e che avrebbe visto coinvolti sia i ragazzi indagati (ad oggi quattro) sia le due vittime. Poi un secondo round non lontano da piazza Valdesi e infine l’accoltellamento davanti a una gelateria. Un’aggressione, forse una spedizione punitiva, a causa della quale un diciassettenne riportò la perforazione di un polmone.

Le immagini della rissa di Mondello | video

Al termine delle indagini degli investigatori del commissariato di polizia Mondello sono scattati gli arresti per l’accusa di tentato omicidio aggravato: Matteo Ameduri (oggi definitivamente scagionato), un diciassettenne e i ventenni Gabriele Filippone e Ivan Viola. A questi, ad aprile scorso, se n’è aggiunto un altro, un diciottenne dello Zen (all’epoca dei fatti diciassettenne) mandato in comunità su disposizione del giudice.

Per gli altri 4 il procedimento è ancora in corso e se da un parte si dovranno stabilire le loro responsabilità, dall’altra la partita giudiziaria per Ameduri - difeso dall’avvocato Roberto Mangano - si è conclusa. Il legale infatti, grazie ai tabulati telefonici e a una foto inviata in un gruppo Whatsapp, è riuscito a dimostrare che il diciannovenne - indicato quale responsabile da alcuni testimoni - era andato con il resto della famiglia in un agriturismo a Castelvetrano.

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