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La rissa ripresa dall'alto

La rissa ripresa dall'alto

La rissa finita a coltellate a Mondello, c'è un altro indagato: il gip lo manda in comunità

La polizia ha eseguito una misura cautelare emessa nei confronti di un diciottenne per la colluttazione avvenuta la scorsa estate davanti a una gelateria. Ad avere la peggio due giovani, uno dei quali con un polmone perforato. Fondamentali alcune testimonianze e l'analisi dei cellulari degli indagati

A quasi un anno dall’accoltellamento di due ragazzi a Mondello, un diciottenne è stato portato in una comunità su decisione del giudice. La decisione è stata presa dal tribunale per i minorenni che ha emesso un’ordinanza eseguita questa mattina dalla polizia nei confronti di G.B., residente allo Zen e ora indagato per tentato omicidio in concorso. Circa un mese dopo i fatti, che avevano destato grande scalpore per la violenza, erano scattati quattro arresti.

L’episodio risale alla notte tra il 6 e il 7 giugno dello scorso anno. L’antefatto sarebbe stato individuato in una lite avvenuta poche ore prima nella zona di Colapesce e che avrebbe visto coinvolti sia i ragazzi indagati che le due vittime. Poi un secondo round dalle parti di piazza Valdesi e infine l'accoltellamento davanti a una gelateria. Un’aggressione, forse una spedizione punitiva, a causa della quale un diciassettenne riportò la perforazione e il parziale collasso del polmone sinistro.

"Come furie scatenate", le immagini della rissa | Video

Immediatamente dopo l’accaduto gli agenti del commissariato di polizia Mondello hanno avviato le indagini e ricostruito parzialmente la dinamica grazie ad alcuni video postati sui social da chi era presente quella sera, grazie al racconto delle stesse vittime e di alcuni testimoni e infine dalle immagini riprese dalle telecamere di un’attività commerciale vicina. Le telecamere della gelateria davanti alla quale era avvenuta l’aggressione invece erano risultate non funzionanti.

Dei quattro arrestati uno, inizialmente messo ai domiciliari, è stato scagionato grazie a un selfie inviato tramite Whatsapp e che lo ritraeva quella sera in un casale a Castelvetrano, con il resto della famiglia. Gli altri tre indagati - Gabriele Filippone (19 anni), Ivan Viola (19) e il minore C.D.P. - durante l’interrogatorio di garanzia hanno risposto al gip fornendo la loro versione dei fatti e sostenendo di non avere nulla a che vedere con quanto successo.

Da allora gli investigatori non si sono fermati, trovando nuovi spunti grazie all’analisi dei cellulari degli indagati. Come nel caso del diciottenne G.B., che tra commenti e messaggi si sarebbe tradito riferendo qualche dettaglio sul coinvolgimento quella sera. Uno degli altri tre giovani arrestati, durante una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di una pistola finta senza il tappo rosso (foto allegata).

A fornire ulteriori riscontri sulle responsabilità del diciottenne sarebbero stati altri ragazzi che quella sera, dopo un iniziale tentennamento, hanno ammesso di avere assistito alla scena e di avere notato dettagli utili per le indagini. Evitando così di rischiare un'accusa per favoreggiamento.

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