Riscossione Sicilia, Bottino (Ugl): “Per il Coronavirus provvedimenti ancora inadeguati”

A Palermo si registrano negli uffici di Riscossione Sicilia le maggiori criticità per via del maggiore afflusso degli utenti e del numero dei dipendenti in ancora in servizio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

L’UGL credito Riscossione a causa della perdurante assenza da parte di Riscossione Sicilia della necessaria adozione di misure atte a contenere la diffusione del Virus Covid interviene scrivendo al Presidente di Riscossione Sicilia SpA, e per conoscenza al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro delle Finanze , al Presidente della Regione Sicilia, al Capo della Protezione Civile e al Direttore Generale f.f. Riscossione Sicilia SpA. “Noi di UGL Riscossione chiediamo – spiega Michela Bottino Coordinatrice regionale Ugl credito Riscossione Sicilia – che si attuino i decreti nazionali e l’ordinanza del presidente della regione, nel periodo della pandemia, lo smartworking non può riguardare una parte dei lavoratori”. “Ma tutti – aggiunge la sindacalista – così come recita il documento e l’ordinanza n.°5 di Musumeci, perciò abbiamo chiesto di attuare la normativa con questa richiesta di attuazione”. “Riteniamo essenziale imprescindibile per la tutela per la vita di tutti i lavoratori – dichiara – l’attuazione della normativa vigente, sia nazionale che regionale, la quale estende lo smartworking a tutti della P.A. e delle partecipate , ad eccezione di pochi addetti a servizi indifferibili da rendere in presenza”. “Dopo 3 giorni di estenuanti telefonate e messaggi – conclude Bottino – si è approdati a una bozza di accordo azienda-sindacati che, anacronisticamente, destina allo smartworking solo 200 lavoratori su circa 500 e addirittura secondo un punteggio, tutto questo può andare bene in un periodo di ordinaria amministrazione, ma certamente non in fase di pandemia e non dopo il Dpcm di Conte e l’ordinanza di Musumeci”.

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