Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Resta incerto il futuro dei negozi Bagagli: slitta la sentenza

I giudici hanno deciso per un rinvio di 60 giorni. All'udienza presente anche l'imprenditore Filippo Giardina, accusato di essere prestanome del boss Salvatore Milano. L'azienda è in amministrazione giudiziaria dal 2013. I 17 dipendenti restano in ansia

La vetrina del punto vendita Bagagli di via XX Settembre

Il destino di Bagagli resta incerto. E' stata rinviata all’11 aprile l’ora “x”, quella della sentenza che scriverà nero su bianco il destino della catena di Filippo Giardina, accusato da un pentito di essere prestanome del boss del mandamento di Porta Nuova Salvatore Milano e per questo coinvolto in un sequestro da parte delle Misure di Prevenzione, allora orchestrate dal giudice Silvana Saguto. L’azienda, in amministrazione giudiziaria dal 2013, al momento del cambio ai vertici aveva 25 dipendenti e 8 punti vendita, oggi ridotti rispettivamente a 17 e 4. 

Alla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, ad attendere la sentenza - inizialmente prevista per stamattina - c’era Filippo Giardina, difeso dagli avvocati Accursio Gallo e Loredana Greco. Ad accompagnarlo il figlio Carmelo e la nuora. I giudici però hanno deciso per un rinvio di 60 giorni. L’imprenditore preferisce mantenere il silenzio e ha preferito quindi non rilasciare alcuna dichiarazione. Intanto i dipendenti, alcuni dei quali presenti all’udienza camerale, hanno chiesto ai sindacati di proclamare lo stato di agitazione in concomitanza all’udienza. Richiesta però che non è stata accordata.

Bagagli, vetrine tristemente vuote | Il reportage

L’era delle grandi griffe, da Coccinelle a Furla passando per Liu Jo e Braccialini, intanto sembra essere finita. I quattro negozi sopravvissuti agli anni di amministrazione giudiziaria - prima con Walter Virga, nominato da Silvana Saguto, poi con Antonio Coppola - sembrano aver già scritto la parola fine. Vetrine vuote, scaffali senza merce, magazzini dismessi. Quelli che un tempo erano considerati dei templi della moda, sono oggi deserti. Solo l’11 aprile si conosceranno le sorti. In quell’occasione il giudice stabilirà se passare la palla all’agenzia dei beni confiscati e disporre la confisca dei beni o restituire tutto a Giardina che, a quel punto estrano ai fatti, dovrà ricostruire la sua vita a partire dalla polvere.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Resta incerto il futuro dei negozi Bagagli: slitta la sentenza

PalermoToday è in caricamento