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Cronaca Resuttana-San Lorenzo

"Fornì notizie ai boss": poliziotto rinviato a giudizio per favoreggiamento

La grave accusa mossa all'agente di polizia, della sezione amministrativa, è quella di aver fornito importanti informazioni al presunto boss Calogero Di Stefano: così facendo avrebbe preannunciato arresti e controlli

Avrebbe comunicato importanti informazioni alla mafia invece di servire lo stato. Il gup ha rinviato a giudizio il poliziotto L.M., che secondo l'accusa avrebbe preannunciato arresti e controlli al presunto boss Calogero Di Stefano. Dal prossimo 3 marzo sarà processato per favoreggiamento aggravato.

Il poliziotto ha però rigettato l'accusa, spiegando tramite i propri legali che Di Stefano fosse un suo informatore. Ma ad insospettire gli inquirenti ci sarebbe un fatto: l'agente faceva parte della sezione amministrativa, che non si occupa formalmente del contrasto di reati di mafia. A questo si aggiungono anche due intercettazioni telefoniche. Dunque L.M. si sarebbe occupato di "questioni" non sue: la sua attività investigativa sarebbe stata svolta al di fuori delle mansioni a lui assegnate.

Secondo il sostituto procuratore Francesco Del Bene - si legge sul Giornale Di Sicilia - il poliziotto era in contatto con uno degli eredi dei fratelli Lo Piccolo, per tre anni a partire dal 2008. L'accusa ha ricostruito alcune delle fasi degli illeciti commessi dal poliziotto che, in una telefonata, avrebbe detto a Di Stefano di "fare un passo indietro" perché "con quelle cavolo di telecamere te la mettono nel c… e dieci anni per te…ora vedi a quello: dodici anni senza fare niente". Il pm ha inoltre aggiunto che l'accusato avesse provato a fare assumere un suo parente in un'azienda edile (già colpita da pizzo), come "indennizzo" per farsi ripagare le notizie fornite.

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