Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Trattativa Stato-mafia, chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone

La richiesta sarà trasmessa al gip nelle prossime ore. Sarebbero coinvolti i vertici di Cosa nostra, l'ex ministro Mannino, l'ex presidente del Senato Nicola Mancino, ufficiali dell'Arma e Massimo Ciancimino

L'ex presidente del Senato, Nicola Mancino

I pm di Palermo hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio dei 12 indagati per la preunta trattativa Stato-mafia tra i quali l'ex presidente del Senato Nicola Mancino, l'ex ministro Calogero Mannino, capi mafia, ufficiali dell'Arma e Ciancimino Jr. Il procuratore avrebbe vistato la richiesta che sarà trasmessa al gip nelle prossime ore.

La richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai pm Nino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene e vistata ma non firmata dal procuratore, riguarda i capimafia Totò Riina, Giovanni Brusca, Nino Cinà, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano. Il processo verrà richiesto anche per il figlio dell'ex sindaco Vito Ciancimino, Massimo, per il generale dei carabinieri, Mario Mori, per l'ex capitano dell'Arma, Giuseppe De Donno e per l'ex capo del Ros, Antonio Subranni. L'istanza riguarda, inoltre, l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, il senatore del Pdl, Marcello Dell'Utri e l'ex ministro Calogero Mannino.

Gli imputati sono accusati a vario titolo di violenza o minaccia a corpo politico dello Stato e concorso in associazione mafiosa. Mancino risponde di falsa testimonianza e Ciancimino, oltre che di concorso in associazione mafiosa, di calunnia. "Preferisco farmi giudicare da un giudice terzo. Dimostrerò la mia estraneità ai fatti addebitatimi ritenuti falsa testimonianza, e la mia fedeltà allo Stato". Lo sostiene Nicola Mancino, sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei suoi confronti nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia.
 

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