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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Rinnovo contratto, fumata nera su riclassificazione del personale e aumenti: all'Aran salta il tavolo

I sindacati Cobas/Codir e Sadirs non hanno dato la loro disponibilità a proseguire i lavori: "Ci siederemo di nuovo a trattare quando il governo regionale avrà posto le basi necessarie su cui costruire l'accordo"

Fumata nera ieri all'Aran sulla riclassificazione del personale regionale, sugli aumenti contrattuali e sulle proposte sulla nuova regolamentazione dello smart working. L'Agenzia delle rappresentanze negoziali aveva convocato, per ieri pomeriggio, le organizzazioni sindacali per iniziare le trattative, ma i sindacati Cobas/Codir e Sadirs - che insieme rappresentano più del 51% dei lavoratori regionali -  hanno dato la loro indisponibilità a proseguire i lavori in mancanza di una proposta complessiva. 

"Ci siederemo di nuovo al tavolo contrattuale - hanno dichiarato i rappresentanti sindacali - quando il governo regionale avrà posto le basi necessarie su cui costruire il contratto. Non si può parlare della cornice dell'accordo senza prima affrontare gli argomenti necessari per il reale rilancio dell'amministrazione, a cominciare proprio dalla riclassificazione e riqualificazione del personale. Il governo regionale si impegni, quindi, a rinegoziare i limiti posti dell'accordo con Roma che impedirebbero il reale rilancio dell'amministrazione non consentendo neanche di utilizzare le risorse già stanziate per il rinnovo contrattuale. Si può fare - concludono i sindacati - un buon contratto senza ulteriori risorse, ma avendo la possibilità di spendere le somme già stanziate per riformare la Regione e il sistema classificatorio del personale in base alle nuove esigenze funzionali".

"I lavoratori della Regione Siciliana - dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal - sono stanchi delle solite promesse sul rinnovo del contratto e sulla riclassificazione: non ci sono i soldi, non ci sono proposte e il tempo passa con la scadenza del Comitato esecutivo Aran ormai imminente e la campagna elettorale alle porte. Servono risposte e non chiacchiere, per questo proclamiamo lo stato di agitazione di tutti i dipendenti regionali".


 

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