Domenica, 25 Luglio 2021
Palazzo dei Normanni, sede della Regione
Cronaca

Dipendenti regionali e rinnovo contratti, Cobas-Codir: “No a finte trattative”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Dopo la finta "moralizzazione" portata avanti dall'”assessore-commissario” Alessandro Baccei e dal governatore Rosario Crocetta, adesso gettano definitivamente la maschera e preparano l’ultimo assalto pre-elettorale alla diligenza. Negli uffici di gabinetto c’è un gran fervore per l’assunzione a tempo determinato alla Regione di circa 1.500 persone (provenienti dagli sportelli multifunzionali) negli uffici periferici dell’assessorato al Lavoro (dove lavorano già circa tremila persone) anziché, come logica vorrebbe, una procedura per il loro inserimento a tempo indeterminato in società partecipate o Resais.

Contestualmente, preparano gli atti per le assunzioni nei ruoli regionali del personale precario della Regione in forza della “legge Madia”: non nelle categorie A e B, quindi, come avvenuto per 4.800 persone che hanno rinunciato da 10 anni alla qualifica di avviamento al lavoro, ma in base al titolo di studio posseduto nelle eventuali procedure richieste per la loro assunzione. Contro i dipendenti regionali di ruolo, invece, continua la politica-truffa sul personale. Al solo fine di bypassare la sentenza della Corte costituzionale sull'obbligo del rinnovo dei contratti di lavoro si convocano i sindacati per una sceneggiata finalizzata al solo consenso elettorale: la prova di questa ipotesi è data dalla totale mancanza di seria copertura finanziaria e dalla reale mancanza di volontà ad affrontare il tema della riclassificazione del personale che avrebbe anche potuto compensare in parte le manovre sul precariato.

In queste condizioni ovviamente non ci sono sufficienti garanzie per i lavoratori e dovremmo fidarci di chi ha già mostrato tutto il proprio disprezzo nei confronti dei regionali danneggiandoli in ogni occasione possibile anche attraverso continue campagne diffamatorie e denigratorie sugli organi di stampa. In mancanza di serietà di proposte e in mancanza di risorse certe, il Cobas Codir non si presterà e non si presta all’ennesima, finale, vergognosa messinscena di fine legislatura da parte di questo squalificato governo regionale che sta lasciando solo macerie. Confermiamo, invece, il nostro disprezzo verso questa politica che crea clientela, calpesta i diritti dei lavoratori, non crea sviluppo e occupazione e che ha desertificato la sicilia costringendo sempre più i giovani (e non solo) a emigrare.

Il Cobas-Codir nella seduta di ieri “pre-elettorale” all’Aran ha, quindi, dichiarato attraverso i propri rappresentanti di non essere disponibile a partecipare a tavoli contrattuali senza che: siano stanziate risorse finanziarie adeguate sia per i contratti economici che giuridici; si esca dalla logica punitiva nella gestione di malattie, permessi o congedi parentali; si preveda una seria riforma del F.A.M.P. e dei sistemi di valutazione; si proceda a norme contrattuali che facciano partire realmente l’istituto del telelavoro; venga manifestata una chiara e seria volontà e disponibilità a procedere immediatamente alla riclassificazione di tutto il personale regionale di ruolo che - dando soddisfazione alle aspettative dei dipendenti - metta in sicurezza la professionalità acquisita dai lavoratori in tanti anni di lavoro “sul campo”, nell'interesse stesso della funzionalità dell'Amministrazione.

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